Il “Rifugio” dei Monti Dauni per riscoprire cultura e tradizioni. CAI Foggia organizza evento “a spasso nel tempo”

Racconti di viaggi che descrivono la scoperta dei vari territori della provincia di Foggia. Dal Tavoliere al Gargano passando per il Subappennino

Quest’anno l’evento Rifugi di Cultura che si terrà al Rifugio Casonetto a Castelluccio Valmaggiore, ha come titolo  “A spasso nel tempo… cultura e tradizioni nel cuore dei Monti Dauni”.

Il filo conduttore della giornata, riferisce Ferdinando Lelario presidente uscente del CAI Foggia, sarà il viaggio: racconti di viaggi che descrivono la scoperta dei nostri territori dal Tavoliere, ai Monti Dauni, al Gargano. Dossier straordinari che raccontano non solo un territorio, con i suoi paesaggi incontaminati, ma anche l’incontro con le persone del posto, autentiche, con ‘abitudini strane’ secondo alcuni viaggiatori, ma anche generose e aperte. Protagonisti della giornata letteraria saranno Katharine Putnam Hooker (1849-1935), avventurosa scrittrice americana che, intorno agli anni ’20 del secolo scorso, fece un viaggio in Puglia e nei Monti Dauni, e Raffaele De Palma, Il bambino partito – emigrato – da Biccari insieme ai suoi in America e diventato Ralph De Palma l’uomo più veloce del mondo.

La mattina di domenica, al termine di una breve escursione, si terrà una rappresentazione scenica “ Andata e Andata” ideata dal socio CAI Raffaele Manna, per l’occasione. Parteciperanno Carmen Canizzo, Selene Coccia, Patrizia Lembo e Ciro Tetta, che attraverso una performance faranno rivivere pezzetti di memoria da sottrarre all’oblio, con personaggi storici e altri, presenti nei racconti. 

Dopo la rappresentazione si raggiungerà il rifugio, prosegue il presidente Lelario, dove ricorderemo, scoprendo una piastra metallica, il nostro concittadino Mario Matrella, membro del Soccorso Alpino Italiano, perito in una tragica operazione di soccorso a Campo Felice il 24 gennaio 2017. 

Dopo il pranzo a sacco, con offerta di Nero di Troia e dolcetti locali, vi saranno brevi sketch, con proverbi, detti popolari, ricette in dialetto di Castelluccio Valmaggiore a cura di Rocchina Marchese e infine danze popolari con l’Associazione Culturale e Folkloristica “I Seguaci di Euterpe”.

È un modo, conclude il presidente, per riscoprire le radici culturali che dal territorio circostante si radicano sino al rifugio.