Renzi ed Italia Viva: primi foggiani pronti a sposare il progetto, ma per ora nei comitati in Puglia ci sono i dem. I nomi

Rosario Cusmai: “Sicuramente non può riproporre il partito della Nazione, allora quel progetto aveva senso, si riferiva ai Democratici americani, oggi quella spinta si è arenata”

Dal Partito della Nazione di qualche anno fa quando Matteo Renzi veleggiava col suo 41% alle Europee del 2014 da segretario Pd e premier alla nuova Casa, che si chiamerà, come annunciato da Bruno Vespa, Italia Viva.

Anche Renzi non perde occasione per puntare sull’orgoglio nazionale, una rivisitazione in chiave moderata e centrista, liberal, di #primagliitaliani e della Forza Italia degli anni Novanta. Il tricolore è declinato con altri toni, ma c’è sempre e c’è qualcuno che fa notare anche la scarsa inventiva, andando a rispolverare i bus di Walter Veltroni nel 2008 con lo slogan “L’Italia Viva” (c’è l’articolo che fa la differenza etica ed ideale) e la canzone simbolo di Jovanotti “Mi fido di te”.

 

Quanto e come Italia Viva riuscirà ad attrarre gli azzurri in cerca di una casa nuova? Italia Viva sarà la nuova Forza Italia del Terzo Millennio? “Sono passati più di 20 anni e Renzi non ha struttura, non ha dietro una cultura solida alle spalle, qual è la sua rappresentanza?”, fa notare a l’Immediato un azzurro di lungo corso, un ex homo novus degli anni Novanta.

Il segretario regionale di Italia in Comune, ex forzista tanti anni fa, Rosario Cusmai da osservatore nel 2014 era andato ad una Leopolda, oggi però è scettico. “Sicuramente non può riproporre il partito della Nazione, allora quel progetto aveva senso, si riferiva ai Democratici americani, oggi quella spinta si è arenata e credo che sia difficile che si possa mettere alla guida di un movimento largo come Macron”. Il pericolo per i renziani è quello di costituire un partito minimo del 6-7%, utile solo a pesare nel prossimo proporzionale puro.

Al momento i comitati di Azione Civile renziani, il movimento dal basso spinto soprattutto dal neo sottosegretario Ivan Scalfarotto sono guidati essenzialmente da piddini o persone vicine al Pd. A Foggia i due leader sono senza dubbio l’avvocato Michele Vaira e il commercialista Lorenzo Frattarolo, entrambi ormai ex dem. Per la provincia l’ex presidente provinciale del partito Aldo Ragni.  

Di persone nuove se ne scorgono poche. “I comitati si costituiscono spontaneamente con un limite minimo di cinque persone, non sono bacini di consenso ma luoghi di dibattito”, osserva Frattarolo alla nostra testata web.

State contattando nuove energie? Quanti sarete alle Leopolda? “È un fenomeno spontaneo e tale deve rimanere. Io ci sarò e sono certo verranno anche altri foggiani”, ribatte. Secondo il renzianissimo, non c’è nessuna possibilità che Italia Viva sia la nuova Forza Italia: “È passata un’era geologica dalle contrapposizioni del 1994. Il mondo è cambiato in modo imprevedibile, vedi Brexit. Bisogna prenderne atto e prepararsi alle nuove sfide del futuro”.

Ebbene, sono circa 10 i comitati già nati in questi mesi in provincia di Foggia e 50 quelli dell’intera Puglia e che il 20 ottobre saranno alla Leopolda, il battesimo di fuoco di Italia Viva. Come si sa, bastano pochi iscritti per formare un piccolo nucleo renziano, sui temi indicati dal leader che sono: Europa, Sapere, Democrazia, Crescita Sostenible, Vero, Giustizia e Società Aperta.

Guida un gruppo di renziani a Monte Sant’Angelo Donato Troiano nel segno del Sapere con solo 3 persone iscritte, secondo cui “la cultura è parte della nostra vita come l’aria che respiriamo”. Francesco Losito ha appena aperto un comitato a Peschici.

Parlano di Democrazia invece a Manfredonia, mentre si interessano di giustizia gli iscritti di Ascoli e Foggia.  Iaia Calvio ha aperto un comitato sulla Giustizia ad Orta Nova, in via di formazione, ma per ora è l’unica iscritta.

Europa sempre a Foggia con referente l’imprenditore cooperativista Ugo Fragassi conta il maggior numero di membri. “Io non posso, noi possiamo- scrive Fragassi nella sinossi del suo comitato- Perchè abbiamo bisogno gli uni degli altri, perché solo un’Europa più forte e più unita può garantire che in tutto il nostro Paese, ed ancor di più nelle aree marginali, possano sempre più prevalere i principi democratici del pluralismo, della solidarietà e delle pari opportunità, insieme a quelli dello sviluppo e della piena occupazione, per tutti, senza preclusioni di età, razza, identità sessuale, convinzioni religione o assenza di religione”.

Società Aperta ad Apricena, Crescita a Mattinata con Giovanni Falcone e 5 iscritti. Pure Crescita per San Nicandro con Adelmo Marrocchella e altri 5 membri, che scrive: “Voglio costituire un comitato nella mia città sul problema società aperta atteso la nostra realtà di un comune che accoglie diverse famiglie di migranti economici ed altro sul tema indicato. Ho contatti con molti amici di Firenze dove ho mio figlio studente alla facoltà di ingegneria”.





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