Con Aquilio finisce qui, il comandante in lacrime lascia Foggia. Brividi quando ricorda i carabinieri morti in servizio

Addio commosso a tutta la provincia. Con un annuncio sulla lotta alla mafia: “In pochi anni la situazione migliorerà. Le condanne definitive arriveranno. Così come gli ergastoli e non ci saranno più scuse”

Addio tra le lacrime per Marco Aquilio, comandante provinciale uscente dell’Arma dei Carabinieri di Foggia. Commozione nel giorno dell’addio, alla presenza di numerose autorità civili e militari. Lascia questa terra dopo tre anni. Con lui anche la moglie con in braccio il piccolo Michele, nato durante la permanenza del colonnello nel capoluogo dauno. “Tre anni intensi. Accettai una sfida che sapevo non facile. Qui mi sono accorto che Foggia ti prende e che l’idea della sfida era anche sbagliata. Questa città è fatta di gente perbene, cittadini che vogliono solo essere aiutati. Che in passato hanno lottato e ricostruito. E non era ammissibile vederli camminare a testa bassa, accettando la prepotenza dei criminali che vogliono distruggere questo territorio”.

È un Aquilio molto emozionato quando parla dell’impegno di uomini e donne in divisa, chiamati ogni giorno in strada, “in un perenne salto nel buio”. Tanti i ringraziamenti a chi lo ha affiancato: procura, polizia, guardia di finanza. “Quando un comandante va via non deve pensare di aver chiuso un’era ma che la sua assenza non cambierà nulla. E sono certo che il mio successo Lorenzon farà benissimo”.

Poi il colonnello ringrazia la moglie “che mi ha supportato e sopportato ed è più dispiaciuta di me nell’andare via”. E i giornalisti “con cui abbiamo avuto sempre un discorso proficuo. La nostra credibilità si manifesta anche grazie al vostro lavoro”. E sulla lotta alla mafia aggiunge: “In pochi anni la situazione migliorerà. Le condanne definitive arriveranno. Così come gli ergastoli e non ci saranno più scuse“.

In chiusura Aquilio, in lacrime, ricorda “tre marescialli, due brigadieri e un appuntato che oggi non sono qua. Sei carabinieri che sono morti in servizio durante questa battaglia. Sei uomini che hanno combattuto per il territorio. Hanno lottato con sentimento e meritano un grandissimo applauso”. Aquilio lascia Foggia per trasferirsi a Roma, città dove è nato, per assumere la Direzione dell’Ufficio Criminalità Organizzata presso il Comando Generale. “Tornerò qui da cittadino foggiano”.



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