Interdittive antimafia a Foggia. I clan della “Società” decisero di “salvare” gli imprenditori vicini a Trisciuoglio

Si fa riferimento ad Insalata per alcune intercettazioni estrapolate dall’operazione “Decima Azione”, il blitz che a novembre scorso portò all’arresto di 30 persone

Emergono nuovi particolari sulle due interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Foggia per le società, collegate tra loro, Adriatica Servizi srl e CTM srl, quest’ultima un’impresa edile e la prima che riscuote tributi per conto dei Comuni di Foggia, Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Lo riporta l’Ansa. “Oltre a Gianni Trisciuoglio, cugino del boss Federico Trisciuoglio e imparentato indirettamente con il clan di Mario Luciano Romito (boss di Manfredonia ucciso a San Marco ad agosto 2017), l’altro socio delle due aziende raggiunte dall’interdittiva è l’imprenditore Marco Insalata, che il 17 luglio del 2012 fu vittima di un agguato: sconosciuti esplosero tre colpi di revolver contro il Suv del costruttore mentre quest’ultimo stava parcheggiando il proprio mezzo.

A lui nell’interdittiva si fa riferimento per alcune intercettazioni estrapolate dall’operazione “Decima Azione”, il blitz che a novembre scorso portò all’arresto di 30 persone. I capimafia in una riunione avrebbero deciso di “salvare Trisciuoglio”, nel senso di evitare di chiedere il pizzo a una serie di imprese. “Essere socio della famiglia Trisciuoglio – riporta ancora l’agenzia Ansa – gli avrebbe dunque evitato di essere, a sua volta, taglieggiato come tanti altri imprenditori foggiani”. (In alto, Federico Trisciuoglio)



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