“Carte bagnate, allagamenti, mancanza di aule e spazi”. Il Tribunale di Foggia deve lottare anche contro le bombe d’acqua

Una situazione aggravata ulteriormente dal giorno della chiusura dei presidi giudiziari della provincia, quando tutto fu accorpato presso il palazzo di giustizia del capoluogo dauno

“Vere e proprie docce negli uffici, carte bagnate, allagamenti. Siamo corsi a coprire i fascicoli, alcuni del tutto illeggibili e da ricostruire. Ma non è l’unico problema. Ci sono questioni strutturali che riguardano allo stesso modo tribunale, procura, personale amministrativo e avvocatura. Siamo tutti sullo stesso tavolo”.

Questo il grido di dolore del procuratore Ludovico Vaccaro che oggi nel tribunale foggiano, affiancato da rappresentanti di Anm, avvocatura e personale amministrativo ha protestato contro le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Non bastava la criminalità, in tribunale devono provare ad arginare anche le bombe d’acqua. Quella del 2 settembre scorso ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco per salvare il salvabile.

Le richieste di intervento risultano inascoltate da anni. E se non si fa in fretta bisognerà attendere almeno l’estate 2020 per i lavori di impermeabilizzazione, praticamente impossibili nel periodo invernale per questioni tecniche. Solo grazie agli stessi magistrati e avvocati presenti al momento della forte pioggia, non sono stati compromessi interi procedimenti penali e civili. Ma la situazione non può più andare avanti.

A tutto questo vanno aggiunti problemi atavici come la carenza di spazi e la mancanza di aule, il tutto aggravato dal 2013, quando sono stati chiusi i presidi giudiziari della provincia di Foggia con un pesante accorpamento delle funzioni all’interno del tribunale di via I Maggio.