Tecnoassistenza e alta chirurgia, in Capitanata nasce nuovo modello per le cure a casa

Il direttore generale, Vito Piazzolla, ha voluto dare una accelerata, dopo la conferenza stampa che annunciava l’esigenza dell’azienda di informatizzare ogni passaggio di una filiera tanto strategica quanto delicata

Curare a casa i pazienti grazie ad una integrazione spinta tra alta specializzazione sanitaria e l’elevato know how nell’assistenza domiciliare maturato in molti anni dalle cooperative Sanità Più e Osa di Roma. Tutto gestito da un sistema in cloud capace di monitorare in tempo reale le schede individuali degli assistiti e migliorare l’appropriatezza dei percorsi assistenziali. L’Ati che ha raggiunto il punteggio migliore nella maxi gara dell’Asl Foggia, posizionandosi dinanzi a player importanti del settore, gestirà – probabilmente dal prossimo mese – uno dei segmenti più rilevanti dei prossimi anni, sul quale la provincia di Foggia scontava un pesante ritardo.

Il direttore generale, Vito Piazzolla, ha voluto dare una accelerata, dopo la conferenza stampa che annunciava l’esigenza dell’azienda di informatizzare ogni passaggio di una filiera tanto strategica quanto delicata. Uscire dal concetto di ospedalizzazione per curarsi a casa è stato il “mantra” degli ultimi dieci anni della sanità pugliese, gravata dal piano di riordino che ha imposto il ripensamento dell’intero sistema.

“A Foggia siamo stati i primi ad innovare, a superare il concetto di ‘ospizio’ fortemente radicato in alcune strutture – commenta Luca Vigilante, amministratore della coop in orbita Gruppo Telesforo -, il nostro modello di integrazione, caratterizzato anche da un elevato know how sanitario, ci permette di raggiungere una completezza nell’offerta di salute che altri non possono garantire. Esportiamo dunque un modello che può contare sull’alta chirurgia e sulla tecnoassistenza, ovvero l’uso di tecnologie innovative per i malati cronici”.

L’investimento dell’Asl per il servizio che coprirà tutta la provincia è di circa 60 milioni di euro per 6 anni, più eventuale proroga. I software – sia della componente privata che pubblica – lavoreranno assieme per ridurre al minimo ogni rischio (anche nell’inappropriatezza farmacologica). “Gli specialisti e tutti gli operatori – conclude Vigilante – sapranno in tempo reale qual è la storia clinica del paziente, questo snellirà tutte le procedure (richieste, prenotazioni, ecc..) e consentirà di garantire percorsi adeguati e altamente personalizzati ai pazienti”. L’ultimo tassello, quello dell’Adi, permetterà alla coop foggiana di chiudere la filiera dell’assistenza in ambito socio-sanitario. “È un passo fondamentale per garantire un’offerta di salute a 360 gradi ed un ulteriore salto di qualità in una provincia che sta migliorando molto negli ultimi anni”, conclude l’avvocato che ha un ruolo di rilievo anche nel Cda di Universo Salute Opera Don Uva.

 

 





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