Mafia Foggia: “Decima Azione” entra nel vivo, 29 richieste di rinvio a giudizio. Ci sono anche i grandi capi Sinesi e Moretti

Il blitz scoperchiò tutti gli affari dei clan, evidenziando anche infiltrazioni nel tessuto economico della città e persino nella squadra di calcio locale

“Decima Azione” entra nel vivo. Il processo scaturito dalla maxi operazione del 30 novembre scorso è giunto alla fase clou. I pm della DDA hanno chiesto il rinvio a giudizio per 29 persone, tutte ritenute appartenenti ai clan mafiosi della “Società Foggiana”. Coinvolti i grandi capi, Rocco Moretti detto “Il porco” e Roberto Sinesi detto “Lo zio”, rispettivamente al vertice delle batterie Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla, e storici rivali per il controllo del territorio.

Udienza preliminare a settembre nell’aula bunker di Bitonto davanti al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Gli imputati rispondono a vario titolo di mafia, estorsioni, armi e altri reati minori. “Decima Azione” scoperchiò tutti gli affari dei clan, evidenziando anche infiltrazioni nel tessuto economico della città di Foggia e persino nella squadra di calcio locale.

Rinvio a giudizio chiesto per Angelo Abbruzzese, 71 anni, detenuto ai domiciliari; il figlio Francesco Abbruzzese, 42 anni, detto “Stuppin”, carcere; Giuseppe Albanese, 38 anni, “Prnion”, detenuto; Alessandro Aprile, 35 anni, detto “Schiattamurt”, detenuto; Luigi Biscotti, 43 anni, detenuto; Emilio Ivan D’Amato, 45 anni, detenuto; Domenico D’Angelo, 26 anni, detto “Cavallo”, detenuto ai domiciliari; Ciro Francavilla, 44 anni, detenuto; il fratello Giuseppe Francavilla, 40 anni, detenuto; Ernesto Gatta, 45 anni, detenuto; Leonardo Lanza, 39 anni, detenuto; il fratello minore Savino Lanza, 35 anni, detenuto; il padre Vito Bruno Lanza, 65 anni, detto “U lepr'”, detenuto; Antonio Miranda, 61 anni: detenuto; Rocco Moretti, 68 anni, alias “Il porco”, detenuto; il nipote Alessandro Moretti, 27 anni, detto “Sassolin”, detenuto; Raffaele Palumbo, 35 anni, detenuto; Massimo Perdonò, 41 anni, detenuto; Francesco Pesante, 31 anni, detto “U sgarr'”, detenuto; Fausto Rizzi, 39 anni, detenuto; Antonio Salvatore, 28 anni, soprannominato “Lascia Lascia”, detenuto; Roberto Sinesi, 56 anni, detto “Lo zio”, detenuto; il figlio Francesco Sinesi, 34 anni, detenuto; il nipote Cosimo Damiano Sinesi, 34 anni, detenuto; Giuseppe Spiritoso, 62 anni, detto “Papanonno”, detenuto; il figlio Lorenzo Spiritoso, 38 anni, detenuto; Fabio Tizzano, 38 anni, detenuto; il fratello Francesco Tizzano, 47 anni, detenuto; Patrizio Villani, 41 anni, di San Marco in Lamis, detenuto.

Erano inizialmente 32 le persone iscritte nel registro degli indagati, una è morta ammazzata in un agguato di mafia a metà novembre scorso (Rodolfo Bruno, ucciso in un bar sulla tangenziale) pochi giorni prima del blitz, per altre due sono mancati gravi indizi di colpevolezza.

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