Vieste, papà disperato: “Mi hanno strappato i figli. Venga rispettata sentenza del giudice!”

Il legale dell’uomo: “I piccoli inspiegabilmente portati via da un ambiente familiare e condotti in una comunità per minori di Vico del Gargano”

Vicenda controversa a Vieste. Nell’ambito di un giudizio civile, il Tribunale di Foggia ha affidato due bambini ad una famiglia del comune garganico, dove gli stessi risiedono. Con questo provvedimento il tribunale ha determinato tempi e criteri ben precisi per la loro collocazione. Infatti, ha affidato ai Servizi sociali del Comune di Vieste il compito di provvedere alla loro collocazione imponendo loro di scegliere una famiglia di Vieste, dando assoluta priorità ad un parente dei bimbi (nonni, zii o altri ancora). In caso di figure parentali mancanti (quindi, in via del tutto eventuale e subordinata) si sarebbe provveduto alla collocazione in una comunità.

Una decisione nata dai forti contrasti scoppiati già nel novembre 2018 tra i genitori dei piccoli, lui artigiano lei casalinga. Inizialmente la madre, aiutata dal fratello, aveva portato via da Vieste i bambini conducendoli in altro paese del Gargano dove la donna vive coi parenti dopo la separazione dal compagno.

In seguito ad una controversia legale, il padre è riuscito ad ottenere una decisione per lui favorevole dal giudice che ha disposto l’affidamento dei piccoli presso parenti viestani. “Ma per ragioni oscure e del tutto irragionevoli – dichiara il legale del padre dei bimbi –, nonostante i nonni paterni e la zia paterna (residenti, appunto, a Vieste) avessero dato ampia disponibilità ad accogliere i fratellini, i Servizi sociali di quel comune dapprima con propria relazione hanno valutato favorevolmente la possibilità di affidarli alla zia paterna (benché con la stessa relazione si arrogavano il diritto di “suggerire” al tribunale di “rivedere” il provvedimento), quindi, del tutto inspiegabilmente pensavano bene di strappare i due piccoli ad un ambiente familiare, portandoli presso una comunità per minori di Vico del Gargano. Tanto, dopo che il Tribunale di Foggia con ben due provvedimenti aveva ben chiarito dove e come collocare i due fratellini. Il tutto – continua l’avvocato – sarebbe accaduto nonostante il grido disperato dei familiari di scongiurare la collocazione dei fratellini negli ambienti tristi e freddi di una comunità, peraltro collocata in aperta campagna e lontana dai rispettivi paesi d’origine. Tutto questo accade ad opera delle assistenti sociali e nel totale silenzio del dirigente comunale. Questo assurdo, irragionevole modus operandi sta distruggendo la vita di due piccole anime innocenti”.

Il padre a l’Immediato: “Nonostante la decisione del giudice, gli assistenti sociali si sono arrogati il diritto di non affidare i bambini ai nonni perché ritenuti anziani. Anche a mia sorella e al suo compagno è stato negato l’affido perché gli assistenti credono che io possa fare stalking. Non mi ritengono una persona responsabile perché mi hanno visto esultare alla sentenza. Tutto questo è assurdo. Non stanno rispettando la sentenza di un giudice! Anche il Comune è contrario, anche in virtù dei costi: per ospitare i bambini in quella comunità occorrono 140 euro al giorno. Chiedo venga fatto subito quanto ha detto il giudice”, ha concluso il padre.



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