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Home - Banda ultra larga, Oper Fiber replica alle accuse: “A Foggia investimento tutto privato da 16 mln”

Banda ultra larga, Oper Fiber replica alle accuse: “A Foggia investimento tutto privato da 16 mln”

Di Redazione
17 Luglio 2019
in Economia
Operai al lavoro su strada per il cablaggio delle rete cittadina con fibra ottica 1gbps nell'ambito della convenzione Enel Open Fiber-Comune di Bari presentato oggi nel capoluogo pugliese nel quartiere Poggiofranco in via Madre Teresa di Calcutta. Bari, 15 novembre 2016. ANSA/ ANNAMARIA LOCONSOLE

Operai al lavoro su strada per il cablaggio delle rete cittadina con fibra ottica 1gbps nell'ambito della convenzione Enel Open Fiber-Comune di Bari presentato oggi nel capoluogo pugliese nel quartiere Poggiofranco in via Madre Teresa di Calcutta. Bari, 15 novembre 2016. ANSA/ ANNAMARIA LOCONSOLE

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Open Fiber replica alle accuse del consigliere Alfonso De Pellegrino sulla convenzione stipulata con il Comune di Foggia per la banda ultra larga. “Si tratta di una infrastruttura interamente in fibra ottica sul territorio comunale, rientra in un’iniziativa imprenditoriale del tutto privata da 16 milioni di euro”, spiegano a l’Immediato.

“In primo luogo – affermano dall’azienda – , contrariamente a quanto affermato dal consigliere, la convenzione prevede espressamente che l’adesione del Comune di Foggia al progetto non costituisce per Open Fiber alcun titolo di esclusività e, pertanto, non preclude lo sviluppo, sul territorio del Comune, di analoghi progetti proposti da soggetti aventi titolo e conformi rispetto alla regolamentazione del settore.

È altresì priva di fondamento l’affermazione che l’azienda possa realizzare l’infrastruttura ‘a costo zero’: in osservanza della specifica normativa in materia, Open Fiber – società compartecipata al 50% da Enel e Cassa Depositi e Prestiti e attiva sull’intero territorio italiano – è infatti obbligata a versare al Comune i canoni dovuti per Tosap e Cosap. È sempre il corpus normativo specifico – cioè il Decreto legislativo 259/2003 noto anche come Codice delle comunicazioni elettroniche e il Decreto legislativo 33/2016 altresì detto Decreto fibra – a prescrivere che aziende come Open Fiber non siano tenute al pagamento nei confronti dell’Ente di ulteriori oneri finanziari, reali o contributi oltre a Tosap e Cosap. Il Comune, quindi, nell’approvazione della convenzione, altro non ha fatto che applicare la legge. Informiamo tuttavia il consigliere De Pellegrino che Open Fiber, pur non essendo tenuta a farlo, s’è impegnata a presentare un’idonea fideiussione bancaria”.

“L’azienda – commentano in una nota – ha sottoscritto la convenzione per permettere all’Ente di coordinare al meglio i cantieri anche rispetto ad altri interventi”: “Questi investimenti possono portare solo benefici – chiosa -, stiamo lavorando in tutta la città ed il Comune deve essere capace di coordinare al meglio tutti gli interventi. Per il sostegno all’iter burocratico abbastanza complesso, abbiamo offerto in cambio il cablaggio di 50 sedi che deciderà il Comune (ad esempio scuole, aree a verde pubblico, ecc…). Siamo consapevoli che i nostri lavori sono abbastanza impattanti, per questo restiamo sempre disponibili a raccontare ai cittadini come cresce e si sviluppa la rete. Un aspetto importante, tuttavia, è quello dell’utilizzo futuro della rete. Una iniziativa di interesse è stata portata a termine a Molfetta, dove si è deciso di creare un anello telematico che uniformerà in un’unica rete tutti i contratti telefonici, permettendo un risparmio di circa 100mila euro all’Ente”.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo dei cavidotti comunali per il passaggio dei cavi in fibra ottica di Open Fiber, invece, è ancora il Decreto fibra a chiarire ogni aspetto: “Ove gli operatori di rete presentino per iscritto domanda di installazione di elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità, i gestori di infrastrutture fisiche e gli operatori di rete hanno l’obbligo di concedere l’accesso”. “Questo è esattamente ciò che è avvenuto – precisano dall’azienda -: è stata Open Fiber, in qualità di operatore privato, a presentare richiesta al Comune e non il sindaco ad affidare alcunché a Open Fiber. Si tratta quindi non di una ‘gentilezza’ a favore dell’azienda, come lascia intendere incautamente il consigliere De Pellegrino, bensì di una chiara prescrizione di legge. L’intera invettiva del consigliere poggia però su basi totalmente errate: Open Fiber non ha utilizzato e non utilizzerà infrastrutture comunali nell’ambito del suo progetto in corso d’opera a Foggia.

Relativamente all’ipotetica “beffa” ai danni della cittadinanza paventata dal consigliere, va evidenziato che la realizzazione di una rete di ultima generazione in case, uffici e sedi della Pubblica Amministrazione (comprese le scuole) si tradurrà in evidenti benefici per i cittadini che potranno così avvalersi di servizi all’avanguardia anche nel rapporto con la pubblica amministrazione.

Non è infine da sottovalutare l’impatto che un’operazione come quella di Open Fiber sta avendo in termini diretti e indiretti sull’economia cittadina. Oltre all’implementazione d’una rete che garantirà velocità di connessione a 1 Gigabit al secondo al 70% dell’intera città (le connessioni ultraveloci sono già a disposizione dei foggiani grazie agli operatori partner di Open Fiber che hanno avviato la vendibilità in diversi quartieri proprio nei giorni scorsi) i lavori dell’azienda si stanno traducendo nell’impiego di centinaia di lavoratori, per lo più maestranze locali. Senza dimenticare i tecnici specializzati provenienti da altre zone d’Italia che per 18 mesi – questa la durata dei lavori prevista da Open Fiber – stazionano stabilmente a Foggia. Alla luce di tutti questi elementi – concludono -, Open Fiber si riserva d’intraprendere ulteriori iniziative a tutela della propria immagine”.

Tags: Banda ultra largaDe PellegrinoFoggiaOpen Fiber
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