“Dobbiamo fornire alloggio e trasporto altrimenti siamo caporali”. La protesta degli agricoltori foggiani: “Stanchi dei soprusi”

Si sono dati appuntamento a Borgo Incoronata per presentare al consigliere regionale Napi Cera un nuovo documento

Stanchi di essere considerati “sfruttatori e schiavisti”, gli agricoltori di Capitanata si sono dati appuntamento a Borgo Incoronata nella borgata per presentare al consigliere regionale Napi Cera un nuovo documento.
“Troppe volte gli agricoltori hanno subito in silenzio tali accuse e troppe poche volte qualcuno è venuto in nostro soccorso o ha voluto far luce su come vanno realmente le cose in agricoltura. Per tale motivo, stanchi dei vari soprusi, dalla condizione economica disperata in cui versa il settore agricolo e dalla paura di essere arrestati o vedersi sottratte le aziende agricole, gli agricoltori hanno deciso di unirsi tutti insieme e di far sentire la propria voce”, hanno scritto nel tam tam.

Il problema principale sono i controlli, nella maggior parte dei casi le aziende agricole sono risultate non in regola con i livelli assunzionali e hanno dovuto subire sanzioni a loro dire sproporzionate.
Perché tutti i fabbisogni dei lavoratori devono gravare sul datore di lavoro, tra i quali validità e veridicità dei documenti, gli alloggi e il trasporto? È questa la domanda dei circa 300 agricoltori presenti, tutti grossi imprenditori, dai 50 ettari in su di pomodoro e alcuni dei quali tra i più grandi player della filiera GDO Lidl e Esselunga.

Nel documento presentano tutte le criticità in ordine all’assunzione, trasporto, alloggi e mezzi agricoli.
Tra le soluzioni vengono indicate il libretto del lavoratore, una riforma degli alloggi, con le responsabilità igienico sanitarie a carico degli occupanti e sanzioni commisurate all’eventuale infrazione.
Sono considerate più che “ridicole” le misure sulle biciclette come spiegano gli agricoltori a l’immediato. Anche in zone come l’Incoronata sicuramente meglio servite di altre aree della pianura le bici non possono sostituire un trasporto pubblico pressoché assente.