Regionali 2020, Gentile si fa avanti contro Emiliano per le Primarie. La tentazione del leghista Rossano Sasso

Tramontata l’ipotesi della renziana Teresa Bellanova, Elena Gentile, di cui si favoleggiava una nomina come assessora regionale alla Sanità, potrebbe radunare attorno alla sua proposta numerosi delusi di Emiliano

“Ho seminato, non potevo stare in panchina. E per non stare in panchina devo giocare. Non posso non sentire il richiamo di questo pezzo di società pugliese”. Si esprime così al Corriere del Mezzogiorno Elena Gentile, l’ex deputata europea non eletta lo scorso 26 maggio, in ordine ad una sua possibile candidatura alle Primarie pugliesi in rappresentanza della fronda anti emilianista capeggiata da Fabiano Amati dell’associazione C’Entra il Futuro, nella quale siede anche il garganico Napi Cera. Una “guerra di nervi” quella tra il medico e l’ex magistrato che ritorna alla vigilia della tornata elettorale delle Regionali, proprio come accadde nel 2015.

Già Michele Laforgia de La Giusta Causa aveva indicato Primarie nel 2020, per garantire il giusto perimetro alla coalizione e per attendere le vicende del Governatore Michele Emiliano, su di lui potrebbe pendere un rinvio a giudizio. Per la sinistra, come si sa, il nome da spendere potrebbe essere quello del sociologo antimafia Leonardo Palmisano, ma tutto dipende anche dagli equilibri della Giunta barese, con Antonio Decaro vicino alla nomina della vendoliana Angela Barbanente all’Urbanistica. Tramontata l’ipotesi della renziana Teresa Bellanova, Elena Gentile, di cui si favoleggiava una nomina come assessora regionale alla Sanità, potrebbe radunare attorno alla sua proposta numerosi delusi di Emiliano.

Intanto nel centrodestra gli animi sono caldi. Se a Bari città, dopo la disfatta di Di Rella, l’unico nome per la candidatura alla presidenza rimane quello del campione di consensi Raffaele Fitto, nella Lega il commissario Luigi D’Eramo dice no al metodo delle Primarie, la Lega infatti vuole cercare di imporre un suo candidato alla coalizione. Salgono le quotazioni di Nicola Giorgino, ex sindaco di Andria, che ha ricucito con Nino Marmo e con gli azzurri, e di Nuccio Altieri. Difficile che il candidato presidente possa essere invece il giovane e neo europarlamentare Andrea Caroppo. Tra i salviniani c’è chi perora la causa dell’onorevole Rossano Sasso, per molti è l’unico ad avere il carisma giusto, popolare e populista, per incarnare i tempi nuovi di un post Emiliano.