Emiliano replica alla ‘marcia’ di Landella: “Con la scusa dell’emergenza abitativa, vuole costruire in deroga altre case”

Il governatore della Regione Puglia: “Il problema delle case containers a Foggia sarebbe già stato risolto se il Comune avesse rispettato i cronoprogrammi delle attività”

“Il problema delle case containers a Foggia sarebbe già stato risolto se il Comune avesse rispettato i cronoprogrammi delle attività relative agli accordi sull’housing sociale che lo stesso Comune di Foggia aveva già stipulato nel 2010 con i privati. E invece pretende di stipularne degli altri non avendo adempiuto a quelli già sottoscritti”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in replica alla marcia organizzata dal sindaco di Foggia Franco Landella in occasione della seduta del Consiglio regionale.

“Nel 2010 infatti – spiega – il Comune di Foggia aveva già sottoscritto convenzioni urbanistiche con vari proponenti privati per la riqualificazione urbana di quartieri ove insistono le baracche. Ma il Comune di Foggia non ha mai completato con i suoi partner privati le urbanizzazioni primarie e secondarie e gli alloggi che i privati avrebbero dovuto realizzare e cedere al Comune per dare soluzione ai residenti nelle baracche. Il Comune di Foggia in questo modo non solo ha abdicato integralmente dal ruolo di controllo e di verifica del rispetto degli accordi pubblico/privati, ma non perde occasione per proporre nei tavoli di discussione regionale ipotesi di rimodulazione degli accordi del 2010 che mirano di fatto a sgravare i privati dagli obblighi di costruire gli alloggi, trasferendo alla Regione per il tramite dell’Arca Capitanata gli oneri realizzativi e prevedendo per i privati adempimenti alternativi”.

“Una vicenda che oggi si è completata con la sceneggiata della manifestazione per l’emergenza casa che lo stesso sindaco con la sua inerzia ha provocato. In questo contesto il Comune di Foggia continua a ricattare la Regione Puglia utilizzando il disagio dei cittadini per stipulare altri accordi sull’housing sociale con i privati in deroga al Piano Regolatore senza avere sbloccato le sue inadempienze che hanno paralizzato gli accordi in essere”.

“Ma gli inadempimenti del Comune di Foggia – prosegue Emiliano – riguardano non solo i citati accordi di programma del 2010 bensì si estendono a tutte le funzioni previste dalla vigente normativa: non ha rilevato il fabbisogno abitativo attuale nel territorio comunale (art. 3, comma 1, lett. a, L.R. n.22/2014); non ha elaborato il piano casa (cit., lett. b, cit.); non ha istituito l’agenzia per l’affitto di cui all’art. 2, comma 2 lett.s della L.R. n. 22/2014; non ha provveduto a pubblicare, neppure in via provvisoria, la nuova graduatoria di Erp malgrado i termini di partecipazione al bando siano decorsi da oltre due anni (il bando è del novembre 2016); non ha elaborato i piani di mobilità degli assegnatari finalizzati ad eliminare le condizioni di sottoutilizzazione e di sovraffollamento degli alloggi pubblici; gestisce in maniera del tutto carente i propri alloggi di Erp con notevoli mancati incassi per canoni di locazione non pagati; non si è dotato di una graduatoria per l’emergenza abitativa con assoluto difetto di trasparenza nelle relative assegnazioni”.

“Il sindaco Landella – conclude Emiliano – oggi viene a chiedere degli accordi di programma con privati in deroga al piano regolatore, quando gli accordi di programma stipulati nel 2010 lui non li ha neanche completati. Con la scusa dell’emergenza abitativa, vuole costruire in deroga altre case, quando a Foggia ci sono migliaia di vani vuoti già costruiti in passato, distruggendo l’urbanistica della città.

Landella è un sindaco che ha omesso tutto ciò che si poteva omettere in materia: invece di venire coi pullman in Consiglio mentre si discute di altro cercando di dare la colpa a chi colpa non ha, iniziasse ad adempiere ai suoi compiti previsti dalla legge e la Regione Puglia sarà pronta come sempre a fare la sua parte. Ma è urgente e indispensabile una programmazione dal parte del Comune che negli ultimi cinque anni non è stata fatta”.