Clima infuocato nei supermecati “La Prima” di Foggia: “Lavoratori impauriti, continueremo lotta”

Continua il braccio di ferro tra i sindacati e la proprietà (Luigi Giannatempo) dei supermercati “Mercati di città La Prima” di Foggia e provincia. “Continuano le condotte antisindacali all’interno delle attività spiegano Michele Vaira e Achille Capozzi, rispettivamente di Cub ed Fsi-Usae -. La proprietà sta mettendo letteralmente alla porta i lavoratori iscritti dopo le denunce dei giorni scorsi. Peraltro, si starebbe cercando di ‘istruire’ i dipendenti su cosa dire all’Ispettorato territoriale del Lavoro di Foggia, cercando di uniformare la loro versione sulle ore lavorate: 13 nella realtà, 7 nelle dichiarazioni che dovrebbero fare. Per di più, senza consderare l’assenza di permessi, ferie e quant’altro spettante per contratto”.

“Quella messa in alto in questi giorni dal datore di lavoro è pura violenza psicologica nei confronti dei lavoratori e in particolare dei lavoratori iscritti alla CUB” riferisce il segretario nazionale Marcello Amendola, “che, ricordiamo. sono padri e madri di famiglie, con figli, talune volte anche con pesanti problematiche familiari di disabilità, costretti ancora una volta, ad ‘abbassare il capo’ e soggiacere al potere datoriale, pur di conservare il posto di lavoro e ne è una dimostrazione la circostanza che, ad oggi, parte di quei lavoratori iscritti liberamente al sindacato autonomo abbiano, a malincuore, revocato le deleghe al sindacato”.

Dal canto loro le organizzazioni sindacali dichiarano che non fermeranno, in nessun modo, la lotta sindacale e legale intrapresa, in attesa dell’intervento della Prefettura di Foggia e dell’Ispettorato Territoriale del lavoro, pronti ad interessare le competenti magistrature, se anche i nuovi tavoli istituzionali resteranno deserti, come quello dello scorso 21 maggio presso l’Arpal, l’Agenzia Regionale delle Politiche attive del lavoro di Foggia e alla Confesercenti, il cui presidente, Franco Granata – dicono dal sindacato -, “si schiera con l’azienda e parla di ‘orari flessibili’ e di ‘mancanza di rappresentatività aziendale” dei sindacati. “Il concetto di flessibilità degli orari di lavoro è estraneo alle 11-13 ore di lavoro giornaliere, al lavoro domenicale e festivo, all’assenza di riposi e ferie, non retribuiti e/o retribuiti non da contratto”, concludono dal sindacato che promette battaglia.