Radici e cultura in comune: in Kosovo l’incontro tra il comune di Casalvecchio e comunità arbreshe

Quattro giorni di grande intensità, dal 3 al 6 maggio per l’evento “Ditët e arbreshëvet” (I giorni degli Arbreshë)

Si è concluso il viaggio in Kosovo, che ha visto protagonista il sindaco di Casalvecchio, Noè Andreano, ed altri numerosi sindaci o rappresentanti istituzionali delle comunità arbreshe, in tutto 17, provenienti dalla Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania, nonché i gruppi artistici musicali e le associazioni culturali, tutti ospiti del Governo del Kosovo che ha riservato a tutta la delegazione italiana una meravigliosa e calorosa accoglienza.

Quattro giorni di grande intensità, dal 3 al 6 Maggio, per l’evento “Ditët e arbreshëvet” (I giorni degli Arbreshë) ideato e voluto dal Ministro del Diaspora del Kosovo, Z. Dardan Gashi insieme al sindaco di Piana degli Albanesi, comunità arbreshë della Sicilia, nei quali la valenza istituzionale si è intrecciata alle emozioni fortissime che i protagonisti hanno provato per aver conosciuto un’altra parte della cultura, della storia di origine, un altro ramo delle stesse radici, le radici arbreshe – rrenjet arbreshe. Lo stesso sangue, disperso – gjaku i shprishur – unisce i due popoli dopo oltre 5 secoli e dopo vicissitudini storiche tormentate che hanno avuto epiloghi tragici per ciascuno. Negli occhi del popolo kosovaro si legge la voglia e la forza di riprendersi ciò di cui la storia ha voluto privarli: la gioia di condividere la fratellanza con gli arbreshe, la vëllazëria. La delegazione italiana ha incontrato il Ministro della Diaspora e della Difesa, sapiente regista di tutto il nostro viaggio, ha fatto visita all’Assemblea della Repubblica del Kosovo, con il saluto dei rappresentanti dei diversi gruppi parlamentari.

É stata poi accolta presso il Comune di Pristina dal sindaco, Shpend Ahmeti, e da tutto il Consiglio dove il Sindaco di Casalvecchio, Noè Andreano, ha avuto l’onore di portare il saluto a nome di tutte le 17 comunità presenti (Caraffa di Catanzaro, Casalvecchio di Puglia, Cerzeto, Civita, Contessa Entellina, Gizzeria, Greci, Mezzoiuso, Palazzo Adriano, Plataci, Piana degli Albanesi, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, San Martino di Finita, San Marzano di San Giuseppe, Santa Caterina Albanese), nonché dei gruppi folkloristici di Cerzeto, della proloco di Lungro e dei rappresentanti delle associazioni italo albanesi in Italia presenti nella delegazione, Evio Korani e Aliaj Petrit. Con la naturalezza che si riserva alle persone più care, il Primo Ministro del Governo, Ramush Haraadinaj ha dato il benvenuto agli arbreshe, condividendo con loro la cena e sottolineando quanto siano essi legati al Kosovo e a tutti gli albanesi di oltremare, gli shkiptar.

Sono stati vistatati i luoghi più importanti della cultura e della storia, seppur recente, di questo giovane Stato, dove gli arbreshe sono stati accolti sempre con il massimo rispetto umano ed istituzionale: il luogo dove giace Ibrahim Rugova, il “Padre della Nazione” ed artefice della liberazione, e la sua Casa Museo, dove ad accoglierli è stata la moglie Fana; la Cattedrale – Santuario di Madre Teresa, accolti dal Vescovo, mons. Gjergji; la Moschea ed il Centro Islamico, accolti dall’Imam; la città di Prizren, ridente centro del Kosovo ricevuti dal Sindaco e l’intero Consiglio Comunale.

Molto cordiale è stato l’incontro con l’Ambasciatore Italiano, Sardi, e con il comandante del contingente Nato, gen. D’Addario, anch’egli italiano, con i quali ci si è soffermati sulla situazione politica e sulle tensioni tra le minoranze serbe e albanesi non ancora definitivamente risolte.

Ma questo viaggio ha rappresentato anche una grande occasione per rinsaldare i rapporti tra le stesse comunità arbreshe, soprattutto per quelle più lontane dal nucleo calabrese, come quelle pugliesi e campane o siciliane che hanno il maggior rischio di perdere la ricchezza rappresentata dalla lingua comune; ha rafforzato la consapevolezza che lavorare insieme per un intento comune potrà permettere di essere più forti, più incisivi, anche con il governo italiano, nella conservazione della specificità della cultura arbreshe, pur nel rispetto delle inevitabili contaminazioni che ciascuna comunità ha avuto nel corso di oltre 5 secoli.

E quasi paradossalmente, per questo motivo, sono gli arbreshe, seppur numerosi ma per la gran parte molto dispersi geograficamente, che chiedono aiuto al governo del Kosovo, come a quello dell’Albania, affinché si possano accorciare le reciproche distanze spesso non sono solo geografiche.

Questo nuovo evento per la comunità di Casalvecchio si colloca tra le tante iniziative intraprese dall’amministrazione comunale in questi ultimi anni per rafforzare i rapporti tra l’Arberia e l’Albania, ultima delle quali il viaggio di poche settimane fa in Albania per la commemorazione delle gesta dell’eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg, che fa seguito a quelli degli scorsi anni con la presenza di amministratori ed associazioni locali; non vanno dimenticate anche le svariate iniziative in loco di cui la Festa della Fratellanza Arbreshe –  vëllazëria  – che quest’anno giunge alla terza edizione,  rappresenta il momento più significativo, nell’intento di valorizzare l’identità culturale del piccolo centro dauno e nella volontà di dare ancora lustro al patrimonio storico, culturale e  linguistico che rappresenta l’orgoglio degli arbreshe.