Mafia Gargano, lettera esclusiva della madre dei Li Bergolis: “L’affetto dei miei figli troncato da una sentenza ingiusta”

Donna Nunzia scrive a l’Immediato: “Matteo, Armando e Francesco estraniati dal mondo da 15 anni. La loro unica preoccupazione è rivolta ai propri cari”. Ma in una recente ordinanza è apparsa un’intercettazione piuttosto eloquente: “Quando escono ci sarà il bordello…”

Lettera esclusiva di mamma Li Bergolis a l’Immediato. Nunzia Delle Noci, 64 anni, nata a Monte Sant’Angelo, ha scritto una missiva dopo i recenti articoli sulla mafia garganica, riguardanti anche i suoi tre figli. “Premetto che sono la mamma dei fratelli Li Bergolis, rispettivamente Matteo, Armando e Francesco (i primi due condannati a 27 anni, il terzo all’ergastolo, ndr), tutti detenuti fin dall’anno 2004 e sottoposti al regime dell’art. 41 bis dal 2011 – esordisce nella missiva -. In data 29 aprile 2019, sulla testata giornalistica l’Immediato, è apparso il titolo “Mafia Gargano, avanza lo spettro del super boss dei montanari” facendo riferimento a mio figlio Armando, detenuto nel penitenziario di Viterbo, collegando lo stesso con Miucci Enzo (recentemente arrestato), ritenuto quest’ultimo “cugino” e quindi familiare stretto”.

“Preciso, che nessuna parentela lega il signor Miucci Enzo alla nostra famiglia – ha aggiunto la donna nella lettera -, non vi è nessun legame diretto, il continuare ad affermare in maniera errata tale parentela, nuoce gravemente a chi si trova in galera da 15 anni di cui gli ultimi 8 anni in regime di carcere duro ex art. 41 bis. Tanto premesso, vi invito a rimuovere il predetto articolo, il cui contenuto non corrisponde alla realtà, oltre che lesivo nei confronti dei mie figli, i quali, ripeto sono estraniati dal mondo da 15 anni e la loro unica preoccupazione è rivolta ai propri cari, i cui affetti sono stati troncati da una sentenza ritenuta ingiusta (il noto processo Iscaro-Saburo contro la mafia garganica, ndr) e contro la quale lotteremo fino alla fine onde dimostrare la propria innocenza”.

In realtà, questa testata non ha mai scritto dell’esistenza di una parentela tra il 36enne Miucci detto “u’ criatur” e i fratelli Li Bergolis, nemmeno nell’articolo contestato dalla signora. Cuginanza che infatti non c’è. Miucci non ha alcuna parentela diretta: sua zia sposò Ciccillo Li Bergolis, quest’ultimo fratello di Pasquale Li Bergolis, padre dei tre detenuti, morto ammazzato in un agguato di mafia.

L’Immediato, in questi mesi, ha solo riportato quanto riferito dagli inquirenti che, in più occasioni, hanno indicato Miucci con il ruolo di reggente del clan dei montanari alla luce della lunga detenzione dei tre figli della Delle Noci. Mentre nell’articolo dello scorso 29 aprile sono riportate alcune intercettazioni apparse nelle pagine dell’ordinanza cautelare sull’arresto di Giovanni Caterino per la strage di San Marco in Lamis. Conversazioni durante le quali vengono nominati tutti e tre i Li Bergolis, Matteo, Armando e Franco: “Quando escono ci sarà il bordello…”

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