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Home - Falso olio extravergine venduto anche a ristoranti rinomati, 17 misure cautelari a Cerignola. Blitz dei carabinieri

Falso olio extravergine venduto anche a ristoranti rinomati, 17 misure cautelari a Cerignola. Blitz dei carabinieri

Di Redazione
14 Maggio 2019
in Cronaca
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Vendevano in Italia e all’estero olio di semi di soia addizionato con clorofilla spacciandolo per olio extravergine di oliva. Per questo i carabinieri hanno eseguito 24 misure cautelari, 17 delle quali a Cerignola (Foggia), nell’ambito dell’operazione ‘Oro giallo’.

L’olio contraffatto – riferiscono gli investigatori – veniva rivenduto in gran parte d’Italia, anche a rinomati ristoranti, e in Germania, applicando prezzi molto più bassi e concorrenziali rispetto all’effettivo valore di mercato.

Coldiretti: “Nel 2019 addio a 6 bottiglie di extravergine Made in Italy su 10”

Nel 2019 addio a 6 bottiglie di extravergine Made in Italy su 10 sugli scaffali dei supermercati, per effetto del crollo in Puglia del 65% fino anche all’80% della produzione di olive, su valori minimi degli ultimi 25 anni, con il rischio di un aumento esponenziale di frodi e speculazioni. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia nel commentare positivamente l’operazione dei Carabinieri dei NAS di Foggia, coordinata dalla Procura della Repubblica foggiana in cooperazione continua con Eurojust l’Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale) e con Europol per gli aspetti operativi transnazionali, a cui hanno partecipato anche 250 militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, che hanno condotto una massiccia indagine per sventare il commercio di olio di soia addizionato con clorofilla, venduto per extravergine in Italia anche in rinomati ristoranti e all’estero.

“Con la produzione di extravergine Made in Italy che ha raggiunto quest’anno i minimi storici a causa delle gelate di febbraio 2018 e gli effetti drammatici della Xylella con il crollo in maniera incontrovertibile della produzione di olive di oltre il 60%, è aumentato il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori, allarme che avevamo lanciato sin dall’anno scorso a seguito della peggiore campagna olivicola in Puglia degli ultimi 25 anni”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Senza interventi strutturali l’Italia – precisa Coldiretti – rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Con il crollo della produzione nazionale a crescere – continua la Coldiretti – sono le importazioni dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia che fanno registrare un balzo in quantità di quasi il 150% secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2018.

“Finalmente, tra l’altro, è caduto il segreto di Stato sui prodotti stranieri che arrivano in Italia ed è una opportunità determinante che va sfruttata appieno – ricorda il presidente Muraglia – grazie allo storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati. Un risultato storico per la Coldiretti che ha sollecitato il pronunciamento, dopo la richiesta al Ministero della Salute, per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”.

Oggi nella stragrande maggioranza delle confezioni – denuncia Coldiretti Puglia – serve la lente d’ingrandimento per leggere le minuscole scritte, poste spesso sul retro, “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal primo luglio 2009.

Il consiglio di Coldiretti Puglia per scegliere vero olio extravergine Made in Italy è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

Tags: ArrestiFoggiaGermaniaitaliaOlio Giallo
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