Di Maio a Foggia: “Legge su caporalato non danneggi imprenditori onesti”

Così il vicepremier durante la visita nel capoluogo dauno. “Ho dato la disponibilità di metterci al lavoro nelle prossime settimane, anche in vista del decreto Crescita e del decreto Sblocca cantieri”

“Ho dato a tutte le parti presenti al tavolo, cioè i rappresentanti delle imprese agricole, la disponibilità di metterci al lavoro nelle prossime settimane, anche in vista del decreto Crescita e del decreto Sblocca cantieri che si stanno convertendo in Parlamento, per eliminare un po’ di scartoffie inutili, e per verificare se la legge sul caporalato sta colpendo solo chi si comporta male, e che deve essere perseguito pesantemente, o anche chi si comporta bene e ha un carico di burocrazia ancor più alto”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, oggi a Foggia, parlando con i giornalisti a margine di un tavolo sull’agricoltura.
L’incontro con il mondo delle imprese agricole nella provincia di Foggia – ha sottolineato – è un dovere. Un ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro che viene in questa provincia, la prima cosa che deve fare è incontrare il settore più produttivo, che è quello dell’agricoltura”.
“Qui – ha rilevato – c’è un grande problema di burocrazia, di leggi che avevano anche le migliori intenzioni, ma che stanno danneggiando gli imprenditori che si sono sempre comportati correttamente, danneggiando quelle imprese che hanno fatto la storia di questo territorio”.
“Io – ha concluso Di Maio – penso che sia sul tema delle visite sanitarie, sia sul tema della legge sul caporalato, sia sul tema delle leggi che riguardano le certificazioni sia europee che italiane per gli agricoltori, ci sia bisogno di un nuovo dialogo tra parte datoriale e parte dipendente, in modo tale da arrivare a delle semplificazioni”.

COLDIRETTI: “MENO BUROCRAZIA”

“La burocrazia ruba fino a 100 giorni all’anno al lavoro in azienda, ma soprattutto frena con le inefficienze l’avvio di nuove attività e l’ingresso di giovani nell’attività di impresa di cui l’Italia ha enorme bisogno per tornare a crescere». E’ quanto ha detto, informa una nota, il presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo, al tavolo sul lavoro in agricoltura al quale ha partecipato oggi a Foggia il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.
«Abbiamo presentato al ministro – spiega De Filippo – un pacchetto di misure per la de-burocratizzazione, perché siamo di fronte a un vero ‘spread’per la competitività delle imprese agricole italiane e pugliesi in Europa, che va recuperato con la semplificazione e la sussidiarietà, in una situazione in cui l’attività legislativa rimanda spesso a provvedimenti amministrativi che alimentano una tecnocrazia insopportabile”.

“Per questo – evidenzia Coldiretti – occorre tagliare la burocrazia a carico delle imprese per aiutarle a recuperare qualche punto di Pil, passando attraverso il pit-stop della legge anti caporalato in tempi brevi e certi: uno strumento da non stravolgere – conclude l’associazione – ma certamente da migliorare nelle parti che non hanno funzionato, prevedendo azioni comuni da intraprendere per far incontrare in maniera trasparente domanda e offerta di lavoro in agricoltura”.

“ASPETTIAMO PROPOSTE DA LEGA”

“Penso che questo governo deve andare avanti». Lo ha detto il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, stasera a Foggia, rispondendo alle domande dei cronisti sul rapporto con l’altro vicepremier, il leghista Matteo Salvini.
“Dobbiamo – ha sottolineato Di Maio – realizzare ancora tante cose. Abbiamo risparmiato un un miliardo di euro dal Reddito di cittadinanza perché abbiamo respinto il 25 per cento di richiese che non erano idonee. Questo miliardo di euro lo metteremo sul decreto legge che stiamo scrivendo e che ci consentirà, quando nasce un bambino in Italia, che questo bambino possa avere gli stessi aiuti di un bambino tedesco o francese”.
“Così – ha concluso – affrontiamo un tema che è la crescita demografica, che è molto più importante della crescita economica, perché siamo l’ultimo Paese che fa figli in Europa”.

“Noi di no non ne abbiamo detti. Al massimo abbiamo detto fateci leggere quello che state proponendo. Perché per ora leggiamo solo agenzie e titoli». Lo ha detto il vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, oggi a Foggia, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano cosa risponda a Salvini che accusa i pentastellati di dire sempre no a tutto. «Sto aspettando ancora le proposte – ha aggiunto – perché si dice no a una proposta scritta”.

“Io – ha spiegato Di Maio – sto chiedendo un vertice di maggioranza e un tavolo sulla ‘Flat tax’ per capire quale è la proposta della Lega sulla ‘Flat tax’, perché secondo me si deve fare, per il ceto medio e senza aumentare l’Iva, ma si deve fare”.
“Stiamo chiedendo – ha aggiunto – di votare la legge sul Salario minimo orario e loro fanno i vaghi. Stiamo chiedendo di inserire una norma e delle norme sui rimpatri all’interno del decreto Sicurezza». «Perché oggi – ha rilevato il ministro – il tema vero sui migranti non sono più quelli che arrivano, perché le politiche del Governo hanno fermato le partenze. Ne arrivano trenta al mese che ridistribuiamo negli altri Paesi». «Oggi – ha precisato – il tema vero è che dobbiamo mettere miliardi sugli accordi internazionali di cooperazione e sviluppo, per fare rientrare nei Paesi di provenienza molti dei migranti che sono sul nostro territorio, che sono quelli che non hanno diritto”.
“Su questo – ha concluso – mi aspetto delle proposte concrete o dei sì da parte della Lega. E lo stesso vale per gli aiuti alle famiglie che fanno figli, per favorire la crescita demografica in Italia. Questi sono i sì che ci aspettiamo” .