Giovane agricoltore del Foggiano si sfoga: “Prezzi carciofi vergognosi, siamo al limite della sopravvivenza”

Giuseppe Bracone coltiva carciofi: “Siamo abbandonati, criminalità e maltempo ci stanno riducendo al lastrico”

“Colture al collasso e remunerazione per gli agricoltori ridotta quasi allo zero”. È amaro lo sfogo di un agricoltore del Basso Tavoliere, proprio nel cuore pulsante della produzione del carciofo in Capitanata. “Tra furti, gelate e grandinate improvvise, le campagne con i loro produttori stanno vivendo un periodo indescrivibile – racconta Giuseppe Bracone, giovane agricoltore di Orta Nova -, al limite della sopravvivenza. Oggi, 6 maggio 2019, la situazione prezzi carciofo varietà violetto da industria è decisamente penosa e vergognosa. Relativamente alla qualità i prezzi sono così definiti: 0,035 centesimi di euro per capolino con uno scarto pari o superiore al 5%”.

“Per quanto riguarda le varietà ibride – continua – si parla di un vero e proprio abbandono dei campi. Con i prezzi così bassi non si riesce a coprire neanche la raccolta. Senza alcun controllo da parte delle associazioni di categoria. Il mio è un grido d’allarme: qualcuno in questo comparto ingrassa la propria pancia, ma non certo chi produce, non certo chi oltre al prezzo penoso ha visto portarsi via altri raccolti da gelate invernali ed improvvise grandinate. Si aggiunge a questo forte declino, il vasto problema dei furti di macchine agricole, furto di gasolio per utilizzo agricolo e tutto ciò che si rende utile ed indispensabile per ogni azienda”.

“La realtà di Orta Nova è ben diversa da quella che si potrebbe pensare vedendo dal proprio finestrino interi campi di carciofi, distese di ortaggi e verdi campi di grano. Passatemi il triste paragone, nel terzo mondo da anni si continua a prelevare petrolio, ricchezza assoluta penserete, ma negli stessi posti da anni si soffre la fame e la sete. Le ricchezze del suolo o sottosuolo non sempre sono fonti di sussistenza. Continuerò ad annunciare in tutti i modi questo forte dissapore – conclude – , appartengo ad una famiglia di agricoltori da generazioni e non resterò a guardare come questo comparto sia frantumato senza nessun disaccordo da parte di chi ha tutte le carte in regola per denunciare ciò che accade”.