Si è dato alla latitanza “u’ montanar”, uno dei nuovi capi della malavita garganica. È ricercato da polizia e carabinieri

Caccia a Pietro La Torre, sul quale pende una condanna definitiva. Il 37enne sarebbe tra gli elementi di vertice del clan degli “ex Romito”

Si è dato alla macchiaormai da diverse settimane, Pietro La Torre detto “u’ montanar”, elemento di spicco del nascente clan Lombardi-Ricucci-La Torre. L’uomo, classe ’82, residente a Manfredonia, è considerato uno degli “eredi” del clan Romito, un tempo adepto del super boss Mario Luciano Romito, ucciso il 9 agosto 2017 nella strage di San Marco in Lamis.

La Torre è ricercato alacremente da polizia e carabinieri in quanto deve scontare una condanna definitiva. Inoltre, “u’ montanar” è coinvolto anche nel processo “Ariete” assieme ad alcuni pregiudicati garganici di rilievo. Tra gli imputati c’era anche il defunto Romito.

Secondo gli investigatori, il 37enne – figlio di un poliziotto in pensione – sarebbe uno dei nuovi capi della malavita tra Manfredonia, Mattinata e Monte Sant’Angelo, alleato con Matteo Lombardi, recentemente arrestato per l’omicidio di Giuseppe Silvestri, con Pasquale Ricucci detto “fic secc” e con Antonio Renzulli, quest’ultimo detto “u’ sicilien”.

Il gruppo, nato come detto, dalle ceneri dei Romito, sarebbe a sua volta collegato al clan Raduano di Vieste e ai foggiani Moretti-Pellegrino-Lanza. Storici rivali i Li Bergolis-Miucci di Monte Sant’Angelo, questi ultimi guidati dal 36enne Enzo Miucci ed alleati ai Sinesi-Francavilla di Foggia.

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