“Sul Gargano serpente malavitoso duro a morire”. Il sindaco di Vieste: “Come in Sudamerica”

Le dichiarazioni del primo cittadino dopo l’ennesimo agguato di mafia

“L’ennesimo efferato omicidio di ieri sera a Vieste dimostra ancora una volta come nella nostra realtà il serpente malavitoso sia duro a morire nonostante gli vengano periodicamente inferti micidiali colpi contundenti dalla testa alla coda che sembrano profilarne il definitivo abbattimento. É evidente che la strada è ancora lunga. La disinvoltura con cui si consuma il macabro rituale di agguati, ferimenti ed omicidi ci ammonisce ancora una volta a non abbassare la guardia, anzi a destarla ancora di più con il concorso di tutte le forze sane della nostra comunità”. A dichiararlo è il sindaco Giuseppe Nobiletti.

“Non bisogna cullarsi sui risultati raggiunti che restano ragguardevoli e di cui va dato merito alle magistrature inquirenti e requirenti ed alle Forze dell’ordine – continua -. Il mosaico é ancora lungo da comporre per venire a capo della reale influenza e consistenza del fenomeno criminale nel nostro territorio.

“I numeri degli episodi criminosi – come ha ammonito, con voce autorevole e penetrante l’arcivescovo Moscone – sono ‘da Sudamerica’ e impongono traguardi ancor più decisivi nella controffensiva dello Stato. Traguardi che segnino un salto di qualità, assicurando quanto prima la consegna alla giustizia di colpevoli e fiancheggiatori e li assoggettino a processi e sentenze con condanne e pene esemplari che ne estirpino definitivamente la loro infezione nel territorio. Lo auspichiamo – conclude – e continuiamo a crederci per la rinascita della nostra Vieste”.



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