Amministrative Foggia, Cavaliere con Lonigro e La Manna. Attacco a Landella: “Con lui giunti a punto di non ritorno”

Lavoro, zona Asi, l’agricoltura, impianto di videosorveglianza, sono tanti i temi di Lonigro, che dopo gli anni da consigliere regionale ritorna a candidarsi come “soldato semplice”

“Non ho trovato una persona che ha detto Pippo Cavaliere non lo voto. Io sono convinta che vincerà al primo turno”. È entusiasta la vecchia amica socialista Margherita Occulto alla presentazione del comitato a Viale Giotto di Pino Lonigro e della giovanissima Francesca La Manna insieme al candidato sindaco Pippo Cavaliere.

Lavoro, zona Asi, l’agricoltura, impianto di videosorveglianza, sono tanti i temi di Lonigro, che dopo gli anni da consigliere regionale ritorna a candidarsi come “soldato semplice”. “Da oggi al 26 maggio vogliamo incontrare tanti cittadini, c’è un degrado diffuso, noi vogliamo cambiare e vogliamo essere giudicati dopo 5 anni, non vogliamo andare sulle cronache solo per la criminalità, ma per le nostre eccellenze. Questo palazzo è il simbolo di chi vuole rinascere”, ha spiegato il candidato consigliere riferendosi all’edificio sorto sulle ceneri del crollo di Viale Giotto.

“L’entusiasmo aumenterà giornalmente. Non metto limiti saranno i cittadini a dire chi deve salire sul Palazzo per portare finalmente trasparenza”, ha concluso. Dal suo canto il candidato ha ricordato il suo impegno per Viale Giotto. “Quando ci fu il crollo mi offrii a progettare e a dirigere i lavori di costruzione dei fabbricati, ritenni doveroso farlo per due ordini di motivi: uno per una questione di vicinanza della città di Foggia a persone che vivevano quel dramma incredibile, ma soprattutto anche per dimostrare la solidarietà dell’ordine professionale a cui io appartengo per dare un segnale ai cittadini. C’era un’intera città che si stringeva attorno a loro”.

Nel suo discorso il candidato sindaco ha ripercorso e ripetuto il canovaccio di queste settimane.

“Sono un idealista esasperato fino all’ennesima potenza, al punto da definirmi un sognatore. Cosa mi ha spinto a candidarmi? Un senso di rabbia. Non abbiamo alternative. Il 26 maggio possiamo far prevalere certi valori o continuare la discesa della graduatoria, abbiamo un mese di campagna elettorale davanti a noi. Imperversa l’illegalità e la corruzione”. Parole di affetto anche nei confronti di Franco Colucci e Raffaele Capocchiano in prima fila. “Siete stati un esempio di onestà e rettitudine. Il Socialismo è qualcosa di intramontabile, i valori del socialismo non tramonteranno mai”, ha detto davanti alla riproduzione del celebre Quarto Stato di Pelizza da Volpedo.

“A voi chiedo un sacrificio di un mese il mese che ci separa dalle elezioni. Non si tratta di eleggere Pippo Cavaliere sindaco, non sono un politico e non ho ambizioni politiche. Fate capire ai cittadini che siamo arrivati ad un punto di non ritorno. La rivoluzione non la può fare il sindaco, il procuratore o il prefetto, la fanno i cittadini contro un degrado a 360 gradi, che ci umilia in quanto cittadini”.

È una giovane socialista Francesca La Manna, candidata in ticket con Lonigro, avviata alla politica dagli zii.  26 anni, laureata col massimo dei voti in Economia, uno stage di 6 mesi in Banca d’Italia a Bari, dove è stata selezionata tra i migliori pugliesi, ha scelto per ora di restare a Foggia. “Io penso che Foggia abbia tanto da offrire voglio che il meglio non sia cercato fuori, ma qui nella nostra città”.

Il percorso socialista per Cavaliere è continuato in centro storico in un ipogeo dove con l’avvocato Giulio Scapato, candidato nella Città dei Diritti, ha incontrato un gruppo di pensionati Ataf. Il padre di Scapato e quello di Cavaliere sono accumunati dall’azienda di trasporti: uno sindacalista Uil per 38 anni, l’altro, l’ingegnere presidente Ataf ancora indimenticato. “Il presidente nell’immaginario per tanti è ancora Gerardo Cavaliere, resta il più amato”, hanno rilevato gli amici.