La soffiata ai killer, poi l’agguato: “Rampino” ucciso per infamia. L’omicidio apre nuovi scenari

Gentile era molto attento ai suoi spostamenti, soprattutto dopo il riaccendersi della faida tra i Romito-Ricucci e i Li Bergolis-Miucci. Non è bastato ad evitargli la morte

Si indaga senza sosta sull’omicidio di “Rampino”, reggente dei Romito a Mattinata, trucidato la sera del 21 marzo scorso. Francesco Pio Gentile, 51enne luogotenente del clan garganico, è stato ammazzato con tre colpi di fucile calibro 12, uno di questi letale alla schiena. Sul caso ci stanno lavorando i carabinieri del Comando provinciale di Foggia affiancati dal pm della DDA di Bari, Ettore Cardinali.

“Rampino”, detto anche “Passaguai”, temeva da tempo per la sua vita, già in passato subì alcuni avvertimenti, come quella volta che uomini incappucciati fecero irruzione all’interno di un circolo, nel centro di Mattinata, armati di kalashnikov, allo scopo di intimorirlo. Gentile scappò lanciandosi da una finestra.

Ma il 21 marzo scorso, per lui non c’è stato nulla da fare. Aveva parcheggiato la sua auto e si stava dirigendo verso casa sua quando almeno due persone lo hanno avvicinato, esplodendo i proiettili mortali. Gentile è deceduto sul colpo mentre i killer, a bordo di un’auto o di una moto, sono scappati via in pochi attimi. Il colpo letale esploso alla schiena, un modus operandi che nel linguaggio mafioso viene destinato agli infami. Sono visti così i Romito dai rivali Li Bergolis-Miucci che in passato accusarono i rivali di essere confidenti dei carabinieri.

Secondo gli inquirenti, “Rampino” era molto attento ai suoi spostamenti, soprattutto dopo il riaccendersi della faida tra i Romito-Ricucci e i Li Bergolis-Miucci. Di certo qualcuno stava studiando le mosse di Gentile da tempo e avrebbe avvertito i killer in anticipo, facendo sì che gli assassini si appostassero a pochi metri dall’abitazione della vittima, alcuni minuti prima del suo arrivo. Dopo l’omicidio, i sicari si sarebbero dileguati sulla strada della “paratina” che congiunge la zona dello “stinco” e in 15-20 minuti conduce all’incrocio tra Cagnano Varano e Monte Sant’Angelo, evitando la galleria con le telecamere e le strade con possibili posti di blocco. La stessa strada fu percorsa anche dai banditi che saccheggiarono un bancomat, nel centro di Mattinata, in pieno Ferragosto.

Pedinamenti, soffiate e pallottole calibro 12 sono una costante nella guerra di mafia del Gargano, riesplosa ancora più cruenta dopo il quadruplice omicidio del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis e che nasconderebbe numerosi intrecci e affari tra Mattinata, Monte, Vieste e l’Alto Tavoliere. La morte di Gentile avrebbe aperto nuovi scenari nel mondo della criminalità del promontorio. Ci si interroga se i Romito continueranno a “tenere le fila” a Mattinata o se subentreranno i montanari. Le indagini proseguono serrate.

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