Idefix preferisce il Gargano alle Alpi, esemplare raro torna per il quarto anno consecutivo

L’esemplare dell’uccello migratore che fino al 1600 si credeva estinto continua a scegliere la provincia di Foggia per svernare

Per il quarto anno consecutivo, un rarissimo esemplare di Ibis eremita (Geronticus eremita) è tornato a visitare la Capitanata. Il Gargano, ormai è chiaro, è la scelta preferita dell’esemplare raro. L’anno scorso uno di questi esemplari, dotato di un trasmettitore Gps (live tracking), decise di passare l’estate nella provincia di Foggia, a Lesina, ma i ricercatori austriaci del Waldrapp Team, grazie all’aiuto locale del Centro Studi Naturalistici Onsul, dopo un periodo di osservazione, preferirono catturarlo per riportarlo ad Orbetello (Grosseto), per evitare il forte rischio di bracconaggio sul Gargano.

In realtà la reale rotta da Orbetello (punto di partenza) doveva essere verso nord, ma solo questo esemplare “erroneamente” ha deciso di andare a sud, per la seconda volta, e fermarsi sul Gargano, fermandosi molto sulla costa e spostandosi di tanto in tanto verso Manfredonia L’ibis eremita, considerato fin dall’antichità un animale sacro, è progressivamente scomparso dalla maggior parte degli habitat originari, tanto da essere fra gli animali più rari al mondo. Allo stato selvatico, estinto in Europa, è presente in poche colonie isolate in Marocco, Turchia e Siria.

Estinzione un gradino più lontana, speranza da Europa e Marocco

Per 24 anni – sin dal 1994 – l’ibis eremita ha occupato il gradino della Lista Rossa IUCN che precede l’estinzione, in compagnia di molte specie di uccelli migratori esposti più degli altri ai cambiamenti climatici, alla distruzione degli habitat e agli abbattimenti. Ma il volgere del 2018 lascia un’ottima notizia, seppure non priva di timori: da “gravemente minacciato di estinzione” oggi l’ibis risulta “minacciato”, per effetto della revisione quadriennale emanata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

A testimoniare l’inversione di tendenza sono i numeri e a beneficiarne è l’ultima popolazione selvatica di questa specie, residente in Marocco: precipitata in passato a sole 59 coppie riproduttive, ora può contare su 147 coppie e su 170 giovani involati solo quest’anno, con delle osservazioni in campo che testimoniano anche tentativi di nidificazione più settentrionali rispetto all’area principale. Ma c’è un però: l’ultimo ibis capace di migrare fu abbattuto in Siria nel 2013 e da tempo, questa popolazione non è più in grado di seguire la rotta di svernamento verso l’Etiopia. Per questo, la sua vulnerabilità di fronte a epidemie, eventi naturali o cambiamenti del clima aumenta mentre diminuisce la sua flessibilità ecologica a causa della concentrazione in sole due colonie sulla Costa Atlantica. Ma qui entra in gioco l’Europa e quello che l’uomo sta facendo per rimediare all’estinzione di questa specie nel Vecchio Continente.
Il Parco Natura Viva di Bussolengo emana i numeri degli esemplari selvatici europei che hanno acquisito capacità migratoria grazie alla guida delle loro mamme adottive, in forza del progetto di reintroduzione in natura capitanato dal Waldrappteam. “IlLIFE+ Reason for Hope” del quale facciamo parte – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva – ha preso avvio nel 2014 e oggi, sono 110 gli ibis provenienti dagli zoo in grado di percorrere autonomamente la rotta di svernamento dall’Austria alla Toscana. Quest’anno è stato quello dei record: nelle due aree riproduttive si sono involati 26 giovani, altri 6 provenienti dallo zoo di Zurigo e dallo zoo di Rosegg sono stati integrati nella popolazione per incrementare la variabilità genetica, mentre in 29 hanno compiuto la V Migrazione Guidata dall’Uomo”.
Per il Marocco la speranza è che le autorità mantengano i criteri di protezione adottati negli ultimi anni, mentre in Europa non si smette di lavorare per giungere alla costituzione di un’intera colonia autonoma.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

(foto: Parco Natura Viva)