In odor di mafia la società che gestisce i rifiuti del Gargano. Ecco la scure dell’interdittiva

Nei guai l’azienda Gial Plast composta da ben 500 unità. Gestisce monnezza anche fuori dai confini della provincia di Foggia

La scure dell’interdittiva antimafia per l’azienda Gial Plast, con sede a Taviano ed operante nel settore rifiuti. La notifica è giunta ieri, firmata dal prefetto Maria Teresa Cucinotta. Un duro colpo visto che la Gial Plast effettua il servizio in molti comuni pugliesi. In provincia di Foggia, Ischitella, Rodi Garganico e San Nicandro Garganico. Ecco l’elenco completo, desunto dal sito dell’azienda: Alessano, Alezio, Alliste, Calimera, Caprarica, Gallipoli, Martignano, Morciano di Leuca, Parabita, Presicce, Racale, Salve, Sogliano Cavour, Taviano, Tiggiano, Tricase e Ugento. In provincia di Brindisi: Cisternino, Fasano, Ostuni.

In odor di mafia la Gial Plast per i circa 30 contratti di lavoro, su 500 unità complessive, ad altrettanti dipendenti condannati in passato per i cosiddetti “reati spia” del condizionamento mafioso. In parte incensurati ma ritenuti comunque contigui alla criminalità organizzata, in parte, ancora, con precedenti penali generici.
Un ulteriore elemento di valutazione per gli uffici prefettizi è stata la presenza di procedimenti penali a carico di uno dei tre amministratori della società (conclusi con sentenze di non luogo a procedere per prescrizione, con assoluzioni per insussistenza del fatto e un terzo ancora in fase dibattimentale).



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