Primarie del centrodestra, ultimi giorni di battaglia. Si assottiglia il divario tra i tre competitor

Gli assessori di Landella non devono andare sotto i 100 voti a testa. Meno sarebbe una deblacle per loro. Miranda si rianima grazie a Salvini. Iaccarino sovrano delle pizzerie e delle macellerie

Mancano ancora 7 voti alla vittoria”. Ripetono il mantra del king maker del centrodestra Massimino Di Donna, esperto di campagne elettorali, i supporter di Franco Landella davanti ai due comitati, quello centrale in Corso Vittorio Emanuele e quello in Via Bari, da poco allestito. Mancano poco più di 3 giorni alle Primarie della palestra Taralli e secondo gli analisti politici e i portatori di consenso, il divario tra il sindaco uscente e i due competitor, Luigi Miranda e Leo Iaccarino, si sarebbe assottigliato.

Landella ha il 60% delle probabilità di vittoria, tutto si deciderà negli ultimi giorni, Leo Iaccarino è molto presente nelle pizzerie e nelle macellerie, ma anche Miranda sta crescendo”, rileva con qualche preoccupazione a l’Immediato il capogruppo azzurro Consalvo Di Pasqua, che come gli altri eletti in consiglio provinciale attende le decisioni del presidente Nicola Gatta per l’assegnazione delle deleghe nel consiglio del prossimo 25 febbraio.

L’invito alla partecipazione è stato anche il tasto toccato nel mini spot del leader leghista Matteo Salvini per Luigi Miranda. “Chi resta a casa, sceglie il vecchio”, come a dire che il vero nemico è l’assuefazione e il disincanto.

È difficile convincere un elettorato non abituato alla competizione delle Primarie ad andare a votare. C’è chi starebbe preparando dei particolari minibus in Via Lucera per accompagnare gruppi di persone al gazebo. Domenica se ne vedranno delle belle.

Difficilmente, a detta degli esperti, si supereranno gli 8mila voti. “Se arriviamo a 4.500 voti, vinciamo”, dicono i landelliani. Leo Iaccarino sostiene da solo di avere 6mila voti, ma i suoi detrattori lo stimano sui 2500-3000. I suoi “soldati”, come abbiamo documentato, sono molto attivi e aggressivi dal quartier generale del Rione Martucci.

Gli assessori di Landella non devono andare sotto i 100 voti a testa. Meno sarebbe una deblacle per loro. Bruno Longo insieme al genero e assessore Claudio Amorese, porterà 300 voti, almeno, assicura.

È imponderabile invece l’entusiasmo attorno al leghista Miranda, che ha cominciato a riformare la sua squadra per una ipotetica lista civica. Quanto valgono i giovani leghisti capitanati da Mario Giampietro o i tanti creativi ed informatici smanettoni di Manifesto per Foggia?

Intanto ieri a Bari sono emerse delle prime consapevolezze in casa Lega. Il segretario regionale Andrea Caroppo non è neppure intervenuto sul palco, ma in serata alla cena, qualcuno ha letto nelle parole di Salvini una incoronazione per lui per le Regionali del 2020.

“Tra le cose che ho in testa c’è quella di un governatore leghista per la Regione Puglia, però prima c’è da mandare a casa il sindaco di Bari, è presidente dell’Anci e mi ha sempre e solo chiamato per i migranti, come se non vi fossero altri problemi a Bari. Dobbiamo vincere le Primarie. Gli altri hanno più soldi, più clientele e più preferenze, ma la storia della Lega insegna che siamo nati con niente e da niente oggi siamo il primo partito d’Italia”, ha detto nel corso della cena con Fabio Romito da un lato e Luigi Miranda dall’altro. Le sue parole corrono su un video postato da un leghista barlettano.

Infine ci sono le indiscrezioni vecchie di un mese, che ancora animano le emittenti locali. Secondo alcuni uomini della destra storica, nessuno dei tre candidati sindaci del centrodestra, anche con la coalizione unita dopo le Primarie, con il malcontento che accompagna l’amministrazione in carica, ha chance per battere da un lato l’opzione riformista e legalitaria del centrosinistra extralarge di Pippo Cavaliere, a cui quasi certamente si legherà anche il profilo outsider di Giuseppe Mainiero, e dall’altro la novità anticasta pentastellata di Giovanni Quarato. In un ipotetico ballottaggio contro uno dei due ingegneri, chiunque sarebbe perdente, secondo alcuni osservatori.

È per questo che qualcuno si diverte a rimettere in circolo la voce dell’ex procuratore capo Vincenzo Russo, un’ipotesi che si era ventilata più di un mese fa, quando anche Fabio Porreca rifiutò l’invito dei caroppiani. Oggi con la corsa delle Primarie avviate e la macchina di Miranda accelerata ogni ripiegamento non avrebbe più senso. Con o senza indagini della Procura aperte.

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