Clan foggiani sempre più potenti nell’Alto Tavoliere. “A San Severo delicata fase di riassetto della criminalità”

L’asse malavitoso tra capoluogo dauno e città dei campanili nelle carte della Direzione investigativa antimafia. Il ruolo dei gruppi Russi e Nardino

“Uno degli aspetti maggiormente rilevanti delle dinamiche evolutive in atto nella zona dell’Alto Tavoliere riguarda il carattere sempre più “strutturale” dell’asse criminale tra la mafia sanseverese e la batteria Moretti-Pellegrino-Lanza della “Società Foggiana”, che già lo scorso semestre aveva trovato riscontro in importanti esiti investigativi”. Ad affermarlo sono i magistrati della Direzione investigativa antimafia nell’ultima relazione al Parlamento pubblicata online, quella relativa al primo semestre del 2018. “I successivi sviluppi delle indagini – si legge – hanno consentito di individuare in un pluripregiudicato (il 60enne Giuseppe La Piccirella detto “il professore”), da sempre legato alla Società e beneficiante dell’appoggio del clan sanseverese Testa, il referente della costola sanseverese per la batteria.

Il rapporto sinergico con la Società Foggiana può essere considerato alla base anche del rafforzamento della mafia sanseverese nei vicini comuni di Poggio Imperiale, Apricena, San Nicandro Garganico e, soprattutto, Torremaggiore”.

Stando a quanto emerso nella relazione, “sugli equilibri criminali locali influiscono, inoltre, i gruppi Russi (di cui faceva parte il boss ucciso di recente, Michele Russi) e Nardino di San Severo (anche in virtù del legame di quest’ultimo con il clan Sinesi-Francavilla di Foggia contrapposto alla batteria dei Moretti-Pellegrino-Lanza), altri gruppi criminali autonomi attivi nel vicino promontorio (clan Di Summa-Ferrelli operante nell’area di Poggio Imperiale ed Apricena), nonché la presenza di una criminalità straniera, che ben interagisce con il tessuto criminale autoctono”.

“In chiave prospettica è ammissibile supporre che, nella delicata fase di riassetto della criminalità sanseverese (fortemente segnata negli ultimi mesi dagli omicidi di alcune figure apicali), risulteranno sempre più incisivi, sia nella stipula di nuove alleanze, sia nell’inasprimento delle contrapposizioni, i rapporti di forza tra le batterie della Società Foggiana”. Nell’evoluzione dello scenario criminale locale – concludono dalla DIA -, “i clan del capoluogo potrebbero affermarsi sempre di più anche nella provincia, sia controllando i traffici illeciti che infiltrando l’economia legale“.

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