Ciclo dei rifiuti, frizioni e contestazioni in Regione sull’Ager. “Grandaliano deve dimettersi”

Poco democratiche le scelte del commissario, che ha deciso “come e dove fare gli impianti, in solitudine e senza coinvolgere i consiglieri regionali, i sindaci e i cittadini”

È datata 29 gennaio 2019 la determinazione dirigenziale con la quale l’area tecnica del Comune di Foggia ha nuovamente prorogato il contratto provvisorio in essere con la società AMIU Puglia S.p.a. del 29/01/2013, con il quale vengono stabiliti gli adempimenti per la corretta gestione del servizio di igiene urbana della città di Foggia e dell’impianto comunale di selezione e di biostabilizzazione, nonché il costo del servizio pari ad 1.854.058,18 euro al mese. La deliberazione del 31 marzo 2014 con cui è stata assunta la partecipazione del Comune di Foggia nella società AMIU Puglia S.p.a e l’affidamento in house alla stessa del servizio di igiene urbana della città di Foggia della durata “non inferiore ad anni 9” in questi anni di amministrazione  Landella non è mai stata perfezionata. La maggioranza del sindaco in carica ha preferito proseguire nella regolare attività dello svolgimento del servizio di igiene urbana della città di Foggia e dell’impianto comunale e di selezione multimateriale e di biostabilizzazione, prorogando di tre mesi in tre mesi, sottolineando che “allo stato, tale atto si presenta adempimento non prescindibile, in quanto per le caratteristiche del servizio, non possono esserci interruzioni di sorta, onde evitare situazioni di pericolo per la pubblica igiene e la tutela della salute pubblica”.

Se per Amiu tutto è rimasto bloccato, non va meglio a livello regionale con l’Ager. L’amministrazione Emiliano sta per volgere al termine, ma sul tema dei rifiuti il presidente chiamato a gestire il ciclo della monnezza, ossia l’avvocato Gianfranco Grandaliano, ha varato ben poche novità. Lo attacca in tal senso il consigliere regionale del Pd Ruggiero Menna.

“Ho inviato ben due richieste, anche in qualità di pubblico ufficiale, per avere informazioni sullo stato dell’arte della progettazione degli impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti. Ma alle due richieste (una del 30 ottobre e l’altra del 13 novembre scorsi) non è arrivata alcuna risposta. A questo punto, proprio la mia lunga esperienza da rappresentante istituzionale mi porta a pensare non solo che il dg dell’Ager, Gianfranco Grandaliano, abbia scarso rispetto per le istituzioni, ma anche che la sua omissione nel rispondere sia come minimo un atto di sgarbatezza istituzionale e di negligenza rispetto al ruolo che gli è stato affidato. Ho appreso solo dalla stampa che sono state completate le procedure che riguardano la costruzione di nuovi impianti pubblici che gestiranno rifiuti sui territori” ha affermato il consigliere regionale, rispondendo ad alcune affermazioni diffuse ieri dal direttore generale dell’Agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandaliano, in merito alla dislocazione degli impianti di trattamento rifiuti, non condivisa preventivamente con i territori interessati e i loro rappresentanti istituzionali.

Mennea contesta quella che ritiene una “imposizione che parte dall’alto e vedrà i territori subire, probabilmente, le scelte dell’avvocato Grandaliano, il quale ha deciso come e dove fare gli impianti, in solitudine e senza coinvolgere i consiglieri regionali, i sindaci e i cittadini”.

E aggiunge:  “Credo che l’avvocato Grandaliano farebbe bene a dimettersi perché ha dimostrato tutte le criticità negative specifiche del cattivo dirigente e, con il suo silenzio alle mie richieste di informazioni, ha certificato il sospetto che la fase di progettazione è stata tenuta secretata per non so quali ragioni”. Il consigliere regionale Pd ribadisce che “certe scelte vanno spiegate politicamente alle comunità nei cui territori ricadranno gli impianti. Noi politici – aggiunge – non possiamo affrontare le contestazioni dei cittadini se non conosciamo la logica che sta dietro certe scelte. Per questo, l’avvocato Grandaliano si dimetta lasciando la ‘scelta politica’ a chi è stato legittimamente eletto dai cittadini, dal momento che lui è un semplice dirigente nominato dalla politica e pagato dagli stessi cittadini”.