Giosetta Fioroni, l’anima rosa della pop art in mostra a Foggia. Fino al 3 marzo alla Galleria Contemporanea

Circa venti opere tra oli su tela e tecniche miste su carta dell’esponente della Scuola di Piazza del Popolo a Roma: da “Cappello 10” (1970) a “La Nuvola scura” (2008)

Giosetta Fioroni, una delle principali interpreti della Pop Art italiana ed esponente della Scuola di Piazza del Popolo a Roma, è la protagonista della mostra allestita presso la Contemporanea Galleria D’arte di Foggia. Sarà possibile vedere dal vivo opere dei primi anni ’70, fino alle più recenti: ‘Cappello 10’ (1970), ‘La nuvola scura’ (2008), ‘La bella e la bestia’ (2014), P’iccolo teatrino’ (2013), due pastelli pubblicati nel calendario ‘As time Gira by 2008’ ed altre opere di notevole spessore.  Nel corso degli anni Sessanta prende parte alla compagine della Scuola di Piazza del Popolo, il gruppo di giovani artisti, che con ritrovo al bar Rosati, gravitava attorno alla Galleria ‘la Tartaruga’ di Plinio de Martiis. Raccontare l’opera di Giosetta Fioroni consente di parlare anche dell’arte italiana anni ‘60 sotto un profilo diverso, meno filo-americano e più autenticamente italiano.

La biografia. Giosetta Fioroni nasce a Roma in una famiglia di artisti: il padre Mario è scultore e la madre Francesca dipinge ed è valente marionettista. Espone tra le prime volte nel 1956 alla Biennale di Venezia. Faranno seguito nel tempo innumerevoli personali e collettive in Italia e all’estero. Realizza, negli anni ‘60-‘70, un ciclo di tele con immagini d’argento che ottengono un’immediata attenzione. Nel 1968 Giosetta si allontana momentaneamente dalla pittura e realizza una performanceLa Spia ottica, che inaugura il Teatro delle Mostre alla Galleria Tartaruga di Roma. Nel 1969 realizza anche il primo Teatrino, “giocattolo per adulti” in legno dipinto. Nel corso degli anni ‘70 Giosetta vive lunghi periodi in campagna, nel trevigiano, insieme allo scrittore Goffredo Parise. Il suo interesse si concentra sulle leggende degli spiriti di campagna, storie oniriche e visionarie, dalle quali nasce una serie di opere dedicate al mondo della Fiaba e alla riscoperta dell’infanzia. Negli anni ‘80 ricordiamo il ciclo pittorico “Il vero” a cui appartengono alcune tele qui esposte. Di quello stesso periodo è la serie di pastelli e oli dedicati a Gian Domenico Tiepolo. Oltre a proseguire nella pittura, alla quale Giosetta si dedica tuttora costantemente nel grande studio-laboratorio di Via San Francesco di Sales in Trastevere, l’artista approda nel 1993 alla ceramica, che inizia a lavorare presso la Bottega Gatti di Faenza e che l’impegnerà sempre di più nella creazione di importanti cicli scultorei. Sin dall’inizio del suo lavoro Giosetta ha avuto rapporti costanti con scrittori e poeti, tra cui Parise, Ceronetti, Arbasino, Zanzotto, Garboli e molti altri con i quali ha realizzato libri, edizioni di grafica ed opere su carta.