SOS ovini a San Giovanni Rotondo, pecore sbranate dai lupi. “Maggiori indennizzi per i capi uccisi”

Per ogni animale sgozzato da un predatore, l’allevatore ottiene solo 100 euro di bonus

Emergenza ovini a San Giovanni Rotondo, dove sono presenti nelle varie masserie circa 40mila capi di pecore, montoni e agnelli. Ieri una delegazione di allevatori si è incontrata in Comune e ha chiesto una forte presa di posizione del sindaco Costanzo Cascavilla.

Nelle ultime ore alcuni capi di bestiame sono stati assaliti dai lupi. Una pecora gravida è stata sbranata sulle montagne sangiovannesi. Per ogni animale sgozzato da un predatore, l’allevatore ottiene 100 euro di bonus. Una miseria, secondo gli esperti del settore, ove si consideri che solo la chiamata del veterinario e lo smaltimento della carcassa supera le 30 euro. Sta curando gli interessi di alcuni allevatori anche l’esponente dell’ultra destra l’Altra Italia Saverio Siorini, i cui familiari hanno diverse centinaia di ovini.

“Serve maggiore tutela, occorrono i contributi per le recinzioni alte, non possiamo fare come i pastori sardi che versano a terra il loro latte”, è il suo commento. Cresce infatti anche l’emergenza latte. Gli allevatori chiedono una maggiore tutela, la crisi di alcune grosse ditte, anche locali, ha fatto scendere verso il basso il prezzo del latte a quota 80 cent al litro, mentre invece dovrebbe superare l’euro.

Gli allevatori chiedono interventi precisi. Se, per la presenza dell’area protetta del Parco del Gargano,  non si potranno varare misure come quelle venete, dove la politica ha deciso di prevedere la cattura e l’uccisione dei lupi, occorrono risorse per risarcire i danni dei capi ammazzati.