“Gargano in ginocchio, servono ospedali di base”. In Parlamento i casi di Vico, Monte e Vieste

Interrogazione al ministro della Salute Giulia Grillo sulla riconversione dei servizi sanitari dell’emergenza-urgenza

Il caso della sanità garganica sbarca in Parlamento. In una interrogazione parlamentare presentata in questi giorni al Ministero della salute dai deputati M5S (Lovecchio, Faro, Parentela, Angiola e Del Monaco), viene evidenziata la potenziale carenza di servizi adeguati con la riconversione dei Punti di primo intervento di Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo e Vieste in postazioni medicalizzate del 118.

“Dopo il decreto ministeriale numero 70 del 2015, regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, che prevede la riconversione dei PPI (punti di primo intervento) in postazioni medicalizzate del 118, si rischia di non garantire in modo efficiente ed adeguato la tutela dei livelli essenziali di assistenza e soprattutto un’assistenza sanitaria adeguata se si considerano le problematiche del territorio e della viabilità”, spiegano i parlamentari pentastellati.

Nel testo viene analizzata la delibera n. 583 del 10 aprile 2018, “rete di emergenza – urgenza territoriale. Modifica ad integrazione della Dgr. n. 1933/2016”,  che dispone la riconversione dei punti di primo intervento territoriali con numero di accessi superiore a 6.000 in postazioni medicalizzate fisse gestite da personale del 118 e prevede poi che sotto la soglia dei 6.000 accessi il punto di primo intervento venga convertito in postazione medicalizzata mobile del 118 (automobile medicalizzata Mike o automedica), allocata presso il presidio territoriale di assistenza se esistente nel territorio del comune interessato. In tal modo i punti di primo intervento di Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis verranno riconvertiti in postazione Mike da allocarsi presso il presidio territoriale di assistenza, mentre quelli di Torremaggiore, Vico del Gargano e Vieste in postazioni medicalizzate fisse del 118 + postazione Mike.

Il punto sul quale fanno leva i parlamentari, è il punto del decreto che prevede condizioni particolari per le aree disagiate: “Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere presìdi ospedalieri di base per zone particolarmente disagiate – è riportato nel testo della norma di riferimento -, distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presìdi di pronto soccorso), superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace. I tempi devono essere definiti sulla base di oggettive tecniche di misurazione o di formale documentazione tecnica disponibile. Per centri hub and spoke si intendono anche quelli di regioni confinanti sulla base di accordi interregionali da sottoscriversi secondo le indicazioni contenute nel nuovo patto per la salute 2014-2016. Tali situazioni esistono in molte regioni italiane per presidi situati in aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi, oppure in ambiente insulare. Nella definizione di tali aree deve essere tenuto conto della presenza o meno di elisoccorso e di elisuperfici dedicate; in tali presìdi ospedalieri occorre garantire una attività di pronto soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta”.

“Ai sensi della direttiva europea n.  75/268/CEE – precisano -, i comuni in oggetto fanno parte delle zone di montagna cosiddette svantaggiate, in quanto ‘caratterizzate da una notevole limitazione della possibilità di utilizzazione delle terre e un notevole aumento dei costi di lavoro’ e inoltre, gli ospedali più vicini si trovano a San Giovanni Rotondo, San Severo e Foggia, a una distanza quindi considerevole che conseguentemente potrebbe mettere seriamente a rischio la salute dei cittadini. Nel territorio del Gargano, inoltre, vi sono gravissimi problemi di viabilità che incidono negativamente sulle possibilità di spostamento, pregiudicando il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione, per tutti i cittadini”. Pertanto, hanno chiesto spiegazioni al ministro della Salute, Giulia Grillo, sollecitando un intervento per “garantire un’assistenza sanitaria adeguata ai livelli essenziali di assistenza”.

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