Trivelle, dal premier Conte stop alle ricerche. Raggiunto accordo tra Lega e M5S

Aumentano di 25 volte i canoni per le concessioni delle trivelle ma l’incremento è comunque ridotto rispetto alla proposta iniziale M5S di un incremento di 35 volte

“Nell’attesa dell’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee’ (PiTESAI), si è convenuto di sospendere i procedimenti amministrativi relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione, di ricerca o di concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, di prospezione e di ricerca in essere, mentre non vengono sospese le istanze di proroga delle concessioni di coltivazione in essere”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte riferendo l’esito del vertice ieri sera, che ha sancito l’accordo tra Lega e M5s sul tema delle trivelle inserito nel Dl Semplificazioni in esame a palazzo Madama. La conferma arriva dal presidente della commissione Lavori pubblici Mauro Coltorti a margine della riunione della commissione di questa mattina. Coltorti ha detto che dopo la riunione dei capigruppo, prevista per le 9, i lavori proseguiranno nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori pubblici e che l’obiettivo è arrivare in Aula oggi per approvare domani.

Aumentano di 25 volte i canoni per le concessioni delle trivelle ma l’incremento è comunque ridotto rispetto alla proposta iniziale M5S di un incremento di 35 volte. Sarebbe questo il punti su cui è stata raggiunta un’intesa nella maggioranza sulle trivelle. Lo affermano fonti parlamentari di Lega e M5S. L’accordo prevede anche che vengano sospese per 18 mesi, nelle more dell’adozione di un piano nazionale, le ricerche di idrocarburi.

La Lega conferma l’accordo sulle trivelle, annunciato a margine dei lavori del Senato. Ma sottolineano che cresce l’irritazione per il “partito del no”. Sul dossier trivelle, spiegano, sono stati “salvati i posti di lavoro, è stata garantiti continuità di estrazione e rinnovo delle concessioni in proroga ma a la politica del no a tutto non fa bene al paese”, dichiarano dal partito di Salvini.

Ieri alta tensione nella maggioranza sul provvedimento con il ministro dell’Ambiente Costa che aveva minacciato di lasciare. ‘Passano per la valutazione di impatto ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza’, aveva spiegato parlando della riforma della Commissione Via, il cui parere va sul tavolo politico. E dice no anche agli inceneritori perché, osserva, ‘volerli costruire è ideologia, non è economico’.

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