Lega, cena di decisioni. Miranda vince il sondaggio, ma non convince. Splendido è tentato dalle Primarie

La lista per le provinciali sarà composta soltanto da 6 consiglieri su 12. Per Foggia riconfermato l’uscente Raimondo Ursitti e con lui torna candidato anche Paolino La Torre

Tre distinti momenti ieri per la Lega con il segretario regionale Andrea Caroppo e il subcommissario cittadino Antonio Vigiano, capogruppo al Comune di Foggia. Alle 17 il politico salentino ha incontrato i consiglieri comunali foggiani al Villaggio Artigiani, alle 18 si è confrontato con la segreteria allargata per decidere le strategie per le prossime provinciali e infine si sono tutti trasferiti in un noto ed elegante ristorante del centro cittadino per rinsaldare rapporti che continuano ad essere non proprio idilliaci tra le due diverse fronde.

La lista per le provinciali sarà composta soltanto da 6 consiglieri su 12. Servono solo 47 firme, inclusi i 6 che hanno dichiarato la loro disponibilità. Per Foggia riconfermato l’uscente Raimondo Ursitti e con lui torna candidato anche Paolino La Torre, che aveva dichiarato 2 anni fa di essere stanco dei banchi di Palazzo Dogana. Ci sarà anche Andrea Agnelli di Carapelle e la quota rosa che sarà rappresentata da Katia Biondi di Apricena e da Marianna Natale di San Giovanni Rotondo. Proprio da San Giovanni potrebbero arrivare le sorprese maggiori, dal momento che i voti leghisti, con un tradimento trasversale, sembrerebbero già opzionati da Gaetano Cusenza, capolista di Iniziativa Democratica, una formazione che promette di candidare ben 12 esponenti, facendo l’en plein.

Più complessa la vicenda delle Primarie a Foggia. Per ora solo la Lega ha potenziali candidati, gli altri partiti del tavolo, NcI, FdI e Azzurro Popolare, tacciono.

Non c’è stata una vera e propria votazione, ma una sorta di sondaggio tra i presenti. Chi è preferibile come candidato? Antonio Vigiano o Luigi Miranda? Questa la domanda di Caroppo. Miranda, secondo i più, avrebbe molte più chance sulla carta. Ecco giustificato dunque il sub commissariamento affidato a Vigiano.

Tuttavia l’opzione Miranda scontenta molti leghisti e non solo quelli della prima ora. Il suo ingresso nella Lega ha creato un argine a possibili nuove adesioni. Se sono Primarie vere e se Franco Landella non le disputerà cosa impedisce alla Lega di presentare più di un aspirante candidato sindaco? Molti salviniani stanno spingendo l’avvocato Joseph Splendido a fare il primo passo e a non rinunciare pure alla candidatura a sindaco, così come già fatto per le Provinciali. A detta di molti Splendido infatti potrebbe attirare molti ambienti nuovi, popolari e professionali: del resto Miranda è stato fino a ieri alleato di Franco Landella, il suo nome non arreca discontinuità. E i suoi consensi ottenuti nel 2014 non è detto che ritornino tutti in Lega, ove si consideri che il giovane politico ex berluscones ha anche seminato tante amarezze in quella sua civica. Il legale Valerio Vinelli su tutti, ora impegnato nella sfida per l’Ordine degli Avvocati.

Lo stesso Splendido ieri ha indicato come suo candidato ideale, Antonio Vigiano, mostrando lealtà nei suoi confronti, in virtù della vecchia amicizia. Il terzetto dei primi consiglieri leghisti foggiani si vede oggi scavalcato dagli ultimi arrivati, che devono ancora dimostrare, a differenza di quanto prodotto il 4 marzo dal gruppo salviniano, di portare un valore aggiunto al simbolo di Alberto da Giussano.

Sulle Primarie sul fronte Forza Italia tra gli azzurri ci sono due posizioni. Mentre a Bari il partito ha deciso di sposare le posizioni di Di Rella, a Foggia si attende il destino di Landella, con una ennesima riconferma da parte dei livelli nazionali berlusconiani, che sancisca una volta per tutte la ricandidatura di tutti i sindaci uscenti azzurri. In caso contrario Landella correrà alle Primarie per vincere, ovviamente.

Ognuno di noi tiene alla coalizione, anche se siamo divisi e conflittuali, dobbiamo privilegiare la soluzione che tenga insieme la coalizione”, spiega Bruno Longo, che è a conoscenza dei tentativi nel centrodestra di chi, bypassando lo strumento delle Primarie, ha sondato prima la disponibilità del presidente camerale Fabio Porreca (poi raggiunto anche dal Pd) e poi quella dell’ex procuratore Vincenzo Russo, avvicinato anche dai 5 Stelle.

“Si parla solo del centrodestra, neppure nella Russia sovietica vigeva un partito unico di tal misura, la politica si è impoverita e dall’altra parte balbettano o regalano giocattoli”, scherzano alcuni maggiorenti.