A Daniela Marcone il premio “foggiano dell’anno”. Cerimonia al Teatro Giordano

L’evento, giunto alla terza edizione, è organizzato dall’Associazione Culturale “Daunia Classica”

L’Associazione Culturale “Daunia Classica” organizza la terza edizione del “Premio Città di Foggia”, riservato al cittadino foggiano distintosi per meriti umanitari e di solidarietà. “Il valore morale e culturale cui il premio si ispira, con la precipua finalità di coinvolgere la cittadinanza foggiana affinché possa fare propri gli alti valori che scaturiscono dalle opere benemerite compiute dai designati, ha consentito all’Associazione “Daunia Classica” di incontrare la sensibile e fattiva collaborazione del Comune di Foggia”, spiega il presidente dell’associazione Enrico Salerno che aggiunge: “Trattasi di saldi principi etici e morali, che caratterizzano intimamente quanti, con passione e determinazione, finalizzano il loro operato sociale al bene del prossimo, nelle accezioni singole e di collettività, principi cui l’Associazione ha fatto riferimento nella designazione dei già premiati nelle precedenti edizioni, Domenico Faleo, già primario del reparto di Gastroenterologia presso gli OO.RR. di Foggia e Giuseppe Bove attuale direttore del Reparto di Radioterapia degli Ospedali Riuniti di Foggia. Con questa 3^ edizione, il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha deliberato il conferimento del Premio Città di Foggia a Daniela Marcone, Vice Presidente di “Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie”, nonché referente nazionale della Memoria della rete”.

La cerimonia del conferimento del premio, consistente nella consegna della medaglia d’oro coniata con le effigi dell’Associazione e del Comune di Foggia, si terrà il 2 gennaio 2019 presso il teatro Giordano, in occasione del Concerto di Capodanno.

Le motivazioni espresse dal Consiglio Direttivo dell’Associazione presieduto da Enrico Salerno e partecipato da Vittorio Fabbrini, Domenico Faleo e Federico Giuliani, “sono riconducibili alla tragica perdita del padre Francesco Marcone, che alla data del suo omicidio, 31 marzo 1995, rivestiva la posizione di Dirigente Responsabile dell’Ufficio del Registro di Foggia. Francesco Marcone è stato vittima del suo elevato spirito di servizio e senso del dovere che lo ha indotto a contrastare ogni possibile tentativo di illegalità nella conduzione del proprio Ufficio. L’omicidio a tutt’oggi e privo della individuazione dei colpevoli e degli eventuali mandanti”.

“Daniela Marcone nel 1996, a distanza di un anno dalla morte dell’amato genitore, ha avuto modo di confrontarsi con l’Associazione “Libera”, facendo proprio il valore morale ed i relativi programmi, comprende di voler condividere il proprio dolore collaborando con tante altre persone e parenti delle vittime di mafia e di omicidi senza colpevoli. Si rende conto che è un tempo dilagante di corruzione sociale e che è tempo in cui occorre fermarsi e riflettere sugli errori del passato, sui fallimenti della cultura e della legalità, che pur avendo prodotto tanto non ha prodotto abbastanza. Infatti, la stessa ha avuto modo di dichiarare “occorre trasformare la memoria in memoria viva, ossia in impegno a costruire una società diversa, formata di persone che si oppongono non solo a parole, ma con scelte e comportamenti, alle ingiustizie, alle violenze, alla corruzione.” Un’affermazione della Marcone che racchiude in sé le ragioni della missione tenace e coraggiosa delle sedi nazionali di “Libera”. La univocità degli intenti si trovano in un’esemplare dichiarazione di Paolo Borsellino, tratta da un discorso ai siciliani: “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nel- la nostra terra bellissima e disgraziata (la Sicilia), non doveva essere soltanto un distaccata opera di repressione, ma un momento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, la contiguità e quindi della complicità”. Le due affermazioni sopra riportate “assumono il significato di una preghiera fortemente sentita, che vuole coinvolgere appassionatamente la popolazione della nostra città affinché rafforzi la propria avversione ad ogni forma di illegalità, per costruire una società libera, coraggiosa e dignitosa, affrancandosi del tutto dai veleni generati dalla mafia e dalla diffusa illegalità”, prosegue la motivazione dell’associazione.