MeglioFoggia offre il suo studio d’analisi sul 2017. Cresce la disoccupazione, consolano turismo e spettacoli

Scende il livello dei prezzi immobiliari, con -3,22% per una casa in centro. Ridotti del 10% i canoni di fitto nel 2017

4 aree, Benessere, Cultura, Economia e Sociale, e 13 settori tematici. Il rapporto MeglioFoggia consegna dei dati di analisi per il periodo che va dal 2008 al 2017 non certo entusiasmanti, in linea con gli altri indicatori e gli altri numeri diffusi da Svimez e Istat negli ultimi mesi. Cresce a Foggia la disoccupazione, che nel 2017 al 25% mostrava il tasso più alto d’Italia dopo Crotone. Nel 2017 sono diminuite le imprese iscritte alla Camera di Commercio del 5% e sono aumentate quelle cessate. Sono aumentati i fallimenti che passano da 107 del 2016 a 129 unità.

Tra i pochi numeri positivi ci sono i dati del terziario e del turismo. Insieme a quelli dello sbigliettamento teatrale e culturale. I servizi alberghieri nel 2017 evidenziano un aumento della permanenza media totale rispetto all’anno precedente: 2,02 giorni per gli italiani e 2,32 giorni per gli stranieri. Le strutture alberghiere passano da 12 a 13 unità e aumenta l’attività di ristorazione. Si sono ridotti gli sportelli bancari, con l’indicatore peggiore della storia per Foggia.

Scende il livello dei prezzi immobiliari, con -3,22% per una casa in centro. Ridotti del 10% i canoni di fitto nel 2017.

Fa riflettere il dato relativo all’assistenza. Nel 2017 la spesa per i servizi sociali evidenzia in valore assoluto una riduzione di circa 525mila euro, pari al -7%. Tale decremento è da ricondurre alla politiche di razionalizzazione della spesa di rette di ospitalità presso le case di riposo e per le comunità familiari per minori contestualmente alla diminuzione dell’assistenza domiciliare. Migliora invece l’ospedalizzazione rispetto all’anno precedente, per il day hospital e per i ricoveri, entrambi diminuiti. Il disagio economico e sociale si fa sentire e ne hanno parlato diffusamente quest’oggi in Sala Fedora i protagonisti di MeglioFoggia con la presidente Licia Centola, lo statistico Michele Mazzone e i consiglieri del direttivo, Micky de Finis, Filippo Santigliano e la professoressa Barbara Cafarelli, i quali hanno presentato in Sala Fedora i dati alla platea di attori economici, sociali ed istituzionali della città.

Nel corso della presentazione sono intervenuti alcuni esponenti della vita pubblica foggiana. A cominciare dal professor Agostino Sevi, direttore del Safe dell’Unifg. “Vedo che l’Unifg sta cominciando a dare il suo contributo, il numero di iscritti è aumentato e l’offerta formativa attrae tanti studenti anche esterni al nostro territorio. C’è da essere soddisfatti ma non possiamo nasconderci lo sconforto di fronte al calo di occupati. Che il settore dell’agricoltura mantenga buoni livelli di occupabilità rispetto ad industria e terziario non può essere per noi soddisfacente: l’Università deve fare qualcosa di più nel fare incrociare domanda e offerta di lavoro. Le aziende ci chiedono di fare da intermediari tra le nostre esigenze, di indicare loro i laureati idonei alle loro esigenze.  L’università è chiamata a svolgere il proprio ruolo in un’ottica di alleanza con le istituzioni, deve darsi anche missioni non istituzionali”.

Il professor Agostino Sevi

Il riconfermato presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca è stato netto e ha elogiato “l’attivismo disinteressato” di MeglioFoggia, che ha in parte colmato le carenze della Cciaa, rimasta senza un ufficio studi solido dopo la razionalizzazione della riforma camerale. “Sono un fan dei dati, spesso il territorio è vittima di troppe analisi qualitative, ideologiche. Anche la Camera deve fare qualcosa e di più, mi piacerebbe attivare un rapporto anche in sinergia col vostro. Su un tema abbiamo fallito, un tema che è centrale quello degli investimenti. Se non assumiamo la consapevolezza che servono investimenti ingenti il nostro territorio non crescerà. Non lo cambiamo con lo storytelling e con la retorica, servono investimenti ingenti, pubblici e privati. Dobbiamo richiamare gli attori pubblici ad una maggiore responsabilità e celerità nelle programmazione degli investimenti già finanziati. C’è una grande opportunità con la Zes, ma è ferma”. Si è concentrato sul tema  sociale il sociologo Roberto Lavanna, direttore del Csv e vicepresidente della Fondazione Monti Uniti, oggi in rappresentanza del presidente, il prof Aldo Ligustro. “Gli investimenti del Comune di Foggia nel welfare sono diminuiti, in Fondazione abbiamo una quantità di richiesta di sostegno da parrocchie ed enti, la città sta soffrendo e riflettiamo nel sociale la mancanza di investimenti. C’è una diffusa povertà che le forze della Fondazione non possono sanare. La Fondazione è all’80esimo posto su 88 fondazioni italiane come patrimonio”.

Da parte sua il sindaco Landella si è richiamato ad una cultura del fare, laddove è sempre più assillante una cultura del lamento a Foggia. “Diminuiscono i reati, ma la percezione di insicurezza è ancora alta. Stiamo facendo tanto per la socializzazione: l’isola pedonale è una sfida vinta. Prima la provincia non si fermava più a Foggia, al massimo arrivava all’ipermercato. Ora riceviamo persone nel weekend, consumano, si fermano a Foggia. Anche la mobilità è cambiata: qualcuno è ostile e critica, ma l’ospedale e la stazione si raggiungono in meno di 8 minuti”.

Dirompente in questi 10 anni l’effetto dell’Università sulla città, secondo la docente Cafarelli. L’unifg ha lavorato per rendere fruibile l’infrastruttura agli studenti, aumentando i posti a sedere (+400 posti) e mantenendo le tasse basse, anche rinunciando alla sua capacità ad assumere personale e prof.