Orrore nel campo rom, la difesa dei 6 cerca prove e testimonianze ma giudice conferma carcere

I fermi sono stati convalidati e sono state emesse ordinanze di custodia cautelare in cella per i maggiorenni e nell’istituto Fornelli per gli altri due

Restano in carcere i sei romeni, due donne e quattro uomini (di cui due minorenni), tutti componenti dello stesso nucleo familiare e residenti in un campo di nomadi alla periferia di Foggia, fermati dalla polizia su disposizione della magistratura barese per i reati di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e sequestro di persona.

Stando alle indagini della DDA e della Procura per i Minorenni di Bari, avrebbero segregato per mesi tre connazionali minorenni, picchiandole e costringendole a prostituirsi. Sottoposti a udienza di convalida dinanzi al gip di Foggia i quattro maggiorenni e dinanzi al gip minorile di Bari i due 17enni, tutti hanno risposto negando le accuse.

I fermi sono stati convalidati e i giudici hanno emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere per i maggiorenni e nell’istituto Fornelli per gli altri due. I magistrati inquirenti proseguono gli accertamenti anche attraverso nuove consulenze tecniche sui cellulari e sui tablet sequestrati ai due minorenni. “Faremo ricorso al Tribunale della Libertà di Bari” e “stiamo cercando di raccogliere prove, soprattutto testimoniali, di persone che vivono nel campo nomadi di via San Severo”, ha fatto sapere all’Ansa, l’avvocato Alfredo Tonti, difensore dei sei indagati.