Que bom, Stefano Bollani chiude a Foggia il suo tour autunnale. Grandi emozioni al Giordano in Jazz

Teatro stracolmo ieri sera per il concerto del grande compositore jazz e pianista. Sonorità brasiliane e ubriacatura di percussioni per il pubblico giunto da tutto il centro Sud

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Teatro Giordano stracolmo ieri sera per il concerto del grande compositore jazz e pianista Stefano Bollani, l’appuntamento clou del Giordano in Jazz Winter Edition 2018 . Il musicista ha presentato, unica tappa del Sud a Foggia insieme a quella di Sorrento il suo ultimo progetto e concept “Que Bom“, presentato anche all’Edizione 2018 di Umbria Jazz. Con lui sul palco tre straordinari rappresentanti della musica brasiliana: Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e Armando Marçal alle percussioni. “Con la tappa di Foggia si chiude il tour autunnale di QUE BOM. Grazie a tutti”, ha scritto sui social l’artista nei pressi della stazione con tutta la sua band.

In Que Bom Bollani unisce la stessa ritmica brasiliana del suo precedente progetto Carioca di 10 anni fa dallo straordinario successo. Il disco vanta registrazioni con Caetano Veloso e João Bosco, lo stesso Veloso canta nel disco una bellissima ballad “La nebbia di Napoli”, che ieri Bollani ha regalato al pubblico foggiano nella sua versione super intimista. Al solo piano.

Que Bom è un lavoro assai particolare, chi ha vissuto il concerto ieri ha potuto verificarlo. Un lavoro quasi sperimentale, che nel live rivive ex novo grazie all’improvvisazione dei musicisti.

In una recente intervista il jazzista ha dichiarato che il tema che più gli interessava erano le percussioni più che il Brasile, che rispetto a Carioca in Que Bom diviene un pretesto. “Quando ho scritto i brani ho immaginato come base una sorta di treno percussivo. Le percussioni brasiliane sono straordinarie e mi hanno permesso di ottenere esattamente ciò che desideravo: un pianoforte che melodizza su quello che definisco un tappeto volante di percussioni”, ha ammesso. Il pubblico ieri infatti è stato ubriacato dalla batteria, dai tamburi, dalle percussioni più diverse. In un crescendo di gioia, con Bollani scatenato e danzante al piano, e di soluzioni ritmiche mai scontate. Un divertimento assoluto, puro. Che si riscontra anche nei titoli dei pezzi: “Uomini e polli”, “Ho perduto il mio pappagallino”, “Galapagos”. Incantevole il brano “Certe giornate amare”. Applausi scroscianti anche dal pubblico che ha acquistato i biglietti da fuori regione.

Dopo i Forq, quella di ieri con Bollani è stata una serata da incorniciare per il Giordano in Jazz, un progetto pubblico privato in cui hanno fortemente creduto all’assessorato alla Cultura di Foggia con la collaborazione di Nino Antonacci del Moody Jazz e di Mario De Vivo. 44.550 euro il cachet degli artisti di tutto il cartellone a 6.500 euro per spese diverse esenti IVA, per un totale complessivo di 51.050,00, che per buona parte sarà coperto dalla vendita dei biglietti.





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