Foggia, Bilancio consolidato, la seduta va deserta. Parere negativo dei revisori per una discrasia di Amgas

Nulla di fatto anche per le elezioni provinciali di secondo livello. Ieri il centrodestra si è riunito nuovamente senza produrre nulla. Cercasi un sindaco che piaccia a tutti i partiti

Seduta deserta questa mattina per il consiglio comunale foggiano sul Bilancio consolidato 2017. Molti pezzi della maggioranza erano assenti, tanti non hanno apprezzato il ritardo nella trasmissione degli atti.

I vari bilanci delle tre partecipate, Ataf, Amiu e Amgas, insieme al documento consolidato del “gruppo” Comune sono arrivati solo 4 giorni fa, laddove invece gli eletti per regolamento hanno a disposizione 20 giorni per studiare le carte.

Da qui, il non raggiungimento del numero legale, con molti consiglieri fuori città. La seduta è andata deserta con l’accordo del sindaco Franco Landella, che sta subendo l’opposizione di una frangia interna azzurra complice della Lega, che mira a spodestarlo e a rubacchiargli il simbolo di Forza Italia, in modo da indicare un nuovo candidato del centrodestra unito. Gli alleati del primo cittadino sorridono a tali manovre per almeno due motivi.

Il primo riguarda il forte peso di Landella nel partito regionale e nazionale. È stato l’unico ad andare a Fiuggi e a parlare con Antonio Tajani e gli altri big. Il secondo tratteggia un patto ormai robusto con il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta, che i rumors vogliono prossimo segretario regionale di Forza Italia al posto del contestato Gino Vitali, capace di farsi soffiare in pochi mesi Massimo Cassano e Gianni Stea da Michele Emiliano in Regione Puglia, pregiudicando le amministrative di Bari e anche le regionali del 2020.

Intanto aumentano i dissapori tra il presidente del Consiglio Gigi Miranda e Franco Landella. Il primo si lamenta del fatto che le carte arrivino in perenne ritardo, tanto da rendere difficili le convocazioni consiliari.  Ma questa volta l’errore è tutto nella governance dell’Ataf, che ha inviato il suo bilancio solo pochi giorni fa.

Non solo rallentamenti nella redazione di importanti documenti contabili, ma nel caso di Amgas il bilancio presentava pure un errore materiale. Una “discrasia” come la chiamano i revisori che ha indotto il collegio ad esprimersi negativamente sul bilancio consolidato.

“Il valore di credito dell’Ente verso la partecipata Amgas è iscritto per 3.141.107 euro mentre il debito della partecipata verso l’Ente è iscritto. Per 3.160.964,80 euro. Sulla base di tale rilievo non si esprime parere favorevole per l’approvazione del bilancio consolidato dell’esercizio 2017 e si invita l’organo consiliare ad adottare i provvedimenti di competenza”, hanno scritto nella loro relazione i revisori del Comune di Foggia.

Nella prossima seduta consiliare rinviata alla prossima settimana, il consiglio adotterà un emendamento preparato dal dirigente ai Servizi Finanziari Carlo Dicesare. “Preso atto che l’organo di revisione ha espresso parere non favorevole sul bilancio consolidato 2017 a causa della mancata indicazione da parte della società Amgas nel proprio passivo degli oneri derivanti dal corrispettivo servizio di distribuzione per 19.857,13 euro e visto che la società Amgas ha preso atto dell’errore e ha prontamente integrato il proprio passivo si propone al consiglio comunale di emendare il bilancio consolidato 2017 nella componente passiva, aggiungendo l’importo di 19.857,13 euro, quale debito nei confronti dell’amministrazione da parte della società Amgas”, si legge nell’emendamento.

IN PROVINCIA 

Nulla di fatto anche per le elezioni provinciali di secondo livello. Ieri il centrodestra si è riunito nuovamente senza produrre nulla. Si è ai nastri di partenza. I segretari hanno rimesso sul tavolo i loro voti ponderati, contando il ceto politico a disposizione delle proprie bandiere. 38 i consiglieri votanti per la Lega, 48 quelli di Forza Italia, 10 IdeA, circa 30 Puglia Popolare, 12mila i voti ponderati che Angelo Cera sostiene di possedere. Il tutto per un totale di 46mila voti ponderati per il centrodestra. Peccato che manchi il sindaco che piaccia a tutti e convinca tutti i partiti.

Lino Monteleone di Torremaggiore, molto autonomo e più civico di tutti perché notoriamente “infedele”, è inviso dalla Lega e a Forza Italia, Pasquale Sarcone di Ascoli non convince la Lega, Franco Tavaglione di Peschici, come Monteleone, è uno spirito troppo libero e viene percepito come un leghista di convenienza, Ciavarella di San Nicandro è troppo ceriano, Umberto Di Michele di Carapelle è troppo fresco di elezione. Chi resta? Il sindaco di Candela impegnato già nell’organizzazione del Natale, Nicola Gatta, civico legato a Leo Di Gioia, ma con il pedigree delle Politiche spese in una campagna elettorale a destra e il sindaco di Cerignola Franco Metta, assai riluttante ad accettare l’incarico e non amato dai centristi.

Si attendono le mosse del Pd, che tace. Se il partito di Raffaele Piemontese dovesse lanciare una sua candidatura col sindaco di Monte Pier Paolo d’Arienzo, il quadro sarebbe molto più chiaro, grazie alla frammentazione dei civici, sempre più tentati dalla carta del sindaco vichese Michele Sementino. Il centrodestra, con un Landella totalmente disinteressato alla partita, potrebbe così puntare chiaramente su Nicola Gatta. Uno scenario questo, nel quale chi vincerebbe sempre sarebbe il civismo pugliese con l’assessore regionale Leo Di Gioia e il vicepresidente Rosario Cusmai.