Vaccini, gli asili nido e le materne a Foggia sono rigidi. Espulsione per chi è senza certificazione

La nuova decisione del governo ha scatenato l’ira dei presidi che mercoledì avevano salutato positivamente l’emendamento che confermava l’obbligo previsto dalla Legge Lorenzin

Dopo lo stop all’emendamento al Milleproroghe presentato da Lega e M5S che per quest’anno avrebbe permesso di entrare in nidi e materne anche ai piccoli senza profilassi, torna con un altro emendamento l’autocertificazione, che ne proroga la validità per l’anno scolastico che sta per cominciare, 2018-19. Il nuovo emendamento prevede la validità dell’autocertificazione da parte delle famiglie fino al 10 marzo 2019. Entro quella data le famiglie dovranno presentare “la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie”.

I bambini devono essere immunizzati con 10 vaccinazioni per poter frequentare materne e nidi. La nuova decisione del governo gialloverde ha scatenato l’ira dei presidi che mercoledì avevano salutato positivamente l’emendamento che confermava l’obbligo previsto dalla Legge Lorenzin. Ma la maggioranza, si sa, è molto sensibile all’argomento. Non c’è una posizione univoca, i No Vax sono un bacino importante dell’elettorato del M5S. Nell’estate che sta per concludersi sono state raccolte circa 80.000 in meno di 30 giorni, in decine di banchetti organizzati in tutta Italia da 69 realtà italiane unite nella libertà di scelta terapeutica e di vaccinazione.

Anche negli asili nido foggiani il tema è molto sentito. Nella struttura di Via Cantù “Le prime coccole”, la titolare, Francesca Nobili, da 40 anni nel settore, è molto schietta.

“Ho una sorella medico e mi sono formata molto sull’argomento vaccinazioni, ho frequentato diversi corsi. Noi abbiamo rifiutato quest’anno almeno 5 bambini, per via delle convinzioni delle loro famiglie. Non erano vaccinati e li abbiamo scartati, rinunciando alla loro retta. Non avevano neanche l’autocertificazione. I nostri piccoli, circa 50 bambini, sono tutti in regola, non accettiamo fanatici. Io credo che ci sia qualcuno a capo che li manovra. Noto però che il fenomeno, seppure ancora molto mediatico, si sta sgonfiando, almeno secondo la mia esperienza. I nostri bambini sono in regola, tranne che per alcuni ritardi fisiologici. Ci sono delle vaccinazioni su cui i genitori temporeggiano, hanno paura. Di certo la vaccinazione che si meno volentieri è quella contro la meningite, sulla quale, sebbene la meningite sia una malattia gravissima, ci sono timori di controindicazioni”.

È noto il documento Glaxo, sul profilo beneficio/rischio dell’Infanrix hexa, che in forma di tabelle, mostrava le “reazioni avverse al vaccino”: circa 3825 casi differenti di complicazioni mediche, di cui 559 sono considerati più gravi, ma solo 56 tracciate, tra cui anche sono l’autismo inserito tra i disordini mentali.

Sono molto rigidi al nido e alla materna dell’Assori, dove i due pediatri e titolari Mastrangelo non accettano bambini senza certificazione e dove è imposto, come spiegano alcune mamme a l’Immediato, che i piccoli malati, raffreddati ed influenzati siano tassativamente lasciati a casa al caldo.

Anche al circolo Filippo Smaldone in Macchia Gialla vige la più ferrea disciplina sui vaccini, come asserisce la suora responsabile. “Abbiamo avuto un solo caso due anni fa di una madre che si rifiutava di vaccinare suo figlio, abbiamo dovuto espellerlo”.

Intanto al Parlamento europeo si tenta di rafforzare la risposta dei diversi Paesi alla sfiducia nei vaccini, promuovendo un’azione comune europea contro le malattie che si possono così prevenire. Sono gli obiettivi della European Joint Action on Vaccination (EU-JAV), lanciata qualche giorno fa a Parigi. Alla conferenza coordinata dall’Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica (Inserm) hanno partecipato 17 Paesi Ue tra cui l’Italia, più Norvegia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Moldavia, 20 università, organismi internazionali come Oms e Ocse, associazioni di cittadini e imprese. Il programma è triennale, vi aderiscono 21 stati membri e conta su 5,8 milioni di euro di fondi, 3,5 dei quali dal bilancio dell’Unione.

“Penso di aver fatto fino in fondo il mio dovere nel difendere la scienza, anche potenziando i controllo. Promuovere una larghissima campagna di informazione sulle pratiche vaccinali rivolta alle cittadine e cittadini europei significa rendere possibile per ogni stato membro l’acquisizione a costi contenuti delle dosi di vaccino”, ha commentato proprio quest’oggi la parlamentare europea S&D Elena Gentile.