CISL di Capitanata, Carla Costantino neo segretaria e prima donna alla guida del sindacato

Dopo 10 anni, il suo predecessore Emilio Di Conza entra nell’ente regionale per la formazione dell’organizzazione sindacale, pronto ad una nuova vita professionale

Nazionale, regionale e provinciale. Annamaria Furlan, Daniela Fumarola e Carla Costantino, tre donne segretarie per la Cisl questa mattina a Vigna Nocelli per il Consiglio generale del sindacato che ha eletto Carla Costantino neo segretaria generale della Cisl di Capitanata. Dopo 10 anni alla guida della Cisl, Emilio Di Conza entra nell’ente regionale per la formazione dell’organizzazione sindacale, pronto ad una nuova vita professionale. Molti ipotizzavano per lui un ruolo squisitamente politico, ma Di Conza avrà il compito di rafforzare un segmento attualmente debole in Puglia. “Abbiamo il difetto di affezionarci, ma siamo rispettosi dei mandati”, hanno detto molti segretari delle varie categorie salutandolo.

10 anni fa pochi avrebbero affermato che Di Conza non avrebbe fatto rimpiangere Giulio Colecchia, ma invece il segretario uscente si è dimostrato, secondo l’opinione di tutti i sindacalisti presenti oggi al Consiglio, “un uomo di grande organizzazione, su cui nessuno avrebbe scommesso 10 anni fa, ma che ha avuto immense capacità di leader, organizzando prima l’accorpamento con la Basilicata e poi con la Bat”. Promotore dell’abolizione dei ghetti si è distinto per le vertenze trasporti e per il suo impegno vivo sul Gino Lisa. Spesso sanguigno nei confronti dei primi cittadini, come ha confermato il sindaco di Foggia Franco Landella, anche lui uomo Cisl all’Asl per la finzione pubblica e già prima con suo padre, dipendente Ataf, Di Conza ha gestito una fase di crescita e di forte riorganizzazione della Cisl in provincia di Foggia.

Emilio ha agevolato un processo di cambiamento che non sempre avviene – ha ratificato la segretaria nazionale Furlan -. Carla Costantino è la nuova segretaria generale che andrete a scegliere e credo che Emilio abbia scelto molto bene. A lui va il grazie di tutta la Cisl, che dà l’opportunità di avere per la prima volta una donna segretaria in Capitanata. Carla Costantino oltre ad essere una bravissima sindacalista è anche una donna. Viviamo un momento in cui abbiamo un numero sempre più largo di donne nelle organizzazioni, tra i quadri. Dobbiamo creare condizioni di cambiamento che abbassino l’età media dei sindacalisti, favorendo le scelte al femminile”.

Quanto è rappresentativo il sindacato? La concertazione ha rotto il cuscinetto delle organizzazioni sindacali? Queste le domande della mattinata. Secondo gli ultimi rapporti e sondaggi, solo 1 giovane su 100 crede al sindacato. Cresce in provincia di Foggia il caporalato nella ristorazione, con il terziario che soffre la stagionalità senza ammortizzatori.

“Sono stati 10 anni esaltanti quelli con Emilio Di Conza, che ha portato la Cisl a rappresentare il sindacato centrale delle concertazioni in provincia di Foggia. Carla Costantino è entrata nella Cisl a 10 anni, faceva i compiti in sindacato. Non è nella Cisl per la logica delle quote di genere, ma solo per la sua tenacia e qualità e per la sua cultura sindacale”, ha detto l’anziano Vittorio Rosati, che ha ricordato i primi passi di Costantino nell’Unione generale coltivatori. Tra le risate ha raccontato anche un aneddoto: “Una volta vendendola ancora al sindacato ragazzina le chiesi: ma tu non ce l’hai una casa, che per caso vuoi diventare segretaria generale? Una battuta oggi è diventata realtà”.

Dopo la segretaria Cgil Mena Trizio, che però non era espressione del territorio, Carla Costantino è la prima donna nella Puglia Nord a rappresentare tanti lavoratori e lavoratrici. “Accetto questa nuova sfida con grande senso responsabilità – ha specificato a l’Immediato la neo segretaria – So bene cosa significa guidare la Cisl Foggia perché vengo da una esperienza di segreteria, ma questo nuovo incarico mi metterà nelle condizioni di tentare di portare la Cisl verso traguardi sociali ed economici, mettendo al centro il lavoro. Il lavoro è il punto fermo dal quale si parte. È arrivato il tempo delle alleanze, con il partenariato sociale, con le forze sane. Dobbiamo tutti insieme collaborare sinergicamente per guardare allo sviluppo di questo territorio e parlando di sviluppo non si può non guardare al lavoro”.

Lei viene dalla categoria agricola, quanto è diffuso ancora il fenomeno del caporalato? “Purtroppo la piaga del caporalato in questo territorio esiste ancora e noi come Cisl stiamo lavorando molto per sconfiggerla. Sono circa 35mila i lavoratori che lavorano nel sommerso, essi diventano merce e mercificazione per chi vuole sfruttare le persone. noi combattiamo il fenomeno portando ovunque il tema della legalità, con un progetto che stiamo ultimando di lotta al caporalato attraverso un camper, che andrà in giro a verificare le situazioni di illegalità. Sono convinta che dobbiamo accompagnare tutti alla denuncia, c’è molta omertà anche tra i lavoratori, non sempre tutti sono disposti a denunciare le condizioni di sfruttamento, quindi dobbiamo proporre una vicinanza ai lavoratori, a far conoscere le regole e i diritti”.

Dopo una fase di grande attenzione sociale al tema delle donne, oggi la Puglia vive una sorta di riflusso, secondo Costantino. “Abbiamo l’opportunità di dimostrare pragmatismo per conciliare i tempi di vita-lavoro, dobbiamo puntare ad un welfare socio sanitario. Per questo saremo il 29 giugno davanti alla Prefettura per una mobilitazione pugliese, che si farà in tutti i territori. Sarà Welfare day con un “massive flash mob” per la vertenza sanità. Si dice che il dg Vito Piazzolla andrà via, ma al di là della interlocuzione socio sanitaria dell’Asl Foggia chiediamo lavoro e assistenza per le famiglie, i bambini e gli anziani con una partecipata e condivisa forte coesione”.

Dal suo canto la segretaria Furlan ha avuto parole chiare sulla Regione Puglia e sul Governo gialloverde. “L’Ilva è fondamentale, spero che questo periodo sia utilizzato a salvaguardare l’occupazione e la nostra capacità di essere leader nel settore di produzione di acciaio. Mi auguro che dopo i tanti commenti della campagna elettorale si inizi a parlare dell’Ilva come una grande impresa del nostro Paese.  In questa Regione oltre il 40% dei lavoratori e delle lavoratrici regolari nell’agricoltura è migrante. Se sommiamo a questo dato di per sé importante quello del lavoro nero, è evidente che gran parte dell’agricoltura italiana a partire dalla Puglia regge attraverso il lavoro, l’impegno e le braccia di tanti migranti. Noi siamo un Paese di migranti: tanti italiani sono andati a cercare fortuna in altri Paesi, per questo ricordarsi dell’esperienza dei nostri nonni significa farci mettere al centro la salvaguardia della vita delle persone. Lavoreremo come Cisl ma come tutti i sindacati confederali perché il tema della centralità del Sud sia al centro dell’azione di governo. Nel contratto tra i due partiti c’è molto poco sul Sud, bisogna recuperare mettendo innanzitutto il lavoro alla base”.