Monnezza romana, tutte le verità di Grandaliano. “Pronti ad accoglierla, ma coi turisti potremmo avere minori disponibilità”

Intervista al commissario straordinario di Ager sul possibile accordo per accogliere in Puglia i rifiuti indifferenziati laziali provenienti dalla Capitale

Una misura di “solidarietà tra Regioni” e non certo una occasione di facile guadagno. Così il commissario straordinario di Ager, l’avvocato Gianfranco Grandaliano (al centro nella foto in alto), definisce a l’Immediato il possibile accordo per accogliere in Puglia i rifiuti indifferenziati laziali provenienti da Roma Capitale. Tuttavia lo Sblocca Italia potrebbe prevedere un contributo per il territorio ospitante di 20 euro a tonnellata. Stando alle indiscrezioni romane potrebbero arrivare 300 tonnellate al giorno, pari a circa 42 camion quotidiani.

Abbiamo intervistato Grandaliano per vederci più chiaro.

Commissario a che punto è la trattativa per accogliere i rifiuti di Roma Capitale? Emiliano ha già incontrato Zingaretti?

C’è stata una telefonata. La richiesta formale al momento è solo di disponibilità, dagli organi di stampa laziali abbiamo letto che loro avrebbero bisogno di smaltire 300 tonnellate al giorno. Siamo in attesa che il presidente Emiliano decida sul punto. Una volta che il presidente decide, se il parere sarà affermativo, noi provvederemo a calcolare il fabbisogno loro di trattamento rifiuto indifferenziato e faremo una valutazione tecnica degli impianti, sulla base della quale capiremo quali impianti hanno maggiore disponibilità ad accogliere i rifiuti di Roma. Comunque vada, non è che possiamo andare oltre perché quando c’è l’estate con la presenza turistica aumenta il volume dei rifiuti. Tutto è nei limiti delle autorizzazioni.

Quanto aumentano i rifiuti in Puglia con i turisti?

Aumentano, abbiamo un dato dell’anno scorso, ma non possiamo rischiare, perché quando c’è notevole presenza aumentano molto anche i rifiuti. Lo scorso anno siamo arrivati quasi al limite dell’esaurimento delle autorizzazioni. Tutti gli impianti sono già al limite in quei mesi, pur in presenza dell’aumento della differenziata. Molti paesi rispetto all’anno scorso hanno avviato la raccolta differenziata col porta a porta. Sul Gargano e sul Salento abbiamo il porta a porta spinto, questo riduce la quota di rifiuti indifferenziati. Teoricamente noi ci auguriamo che sempre meno rifiuto vada negli impianti di trattamento. Ed è per questo che c’è maggiore disponibilità nei biostabilizzatori.

Avete calcolato la disponibilità totale pugliese?

No quella totale ancora no, è impossibile in questo momento. Ma Roma ha fatto la richiesta è perché ha visto i dati di Ispra, che indica le capacità autorizzate e il rifiuto trattato. Quando hanno visto che il rifiuto trattato è inferiore alla capacità autorizzata hanno formulato la richiesta. Non è che hanno scelto la Puglia perché ci sta Emiliano. Hanno verificato quali regioni tecnicamente potessero dare un aiuto.

Non hanno scelto la Puglia anche per motivi logistici? Per avere mimori costi di trasporto?

No quello è un problema loro, non credo che abbiamo ragionato in termini di distanza. Hanno calcolato la disponibilità della Puglia. I nostri impianti con l’aumentare della differenziata piano piano ricevono sempre meno rifiuti, il nostro è un comportamento virtuoso. Questo è un segnale dell’aumento della differenziata.

Oggi l’umido è trattato solo da privati, è così?

Il problema che stiamo cercando di sbloccare nel più breve tempo possibile è quello di accelerare la realizzazione di impianti pubblici di compostaggio. Stiamo aspettando che la Regione completi la localizzazione. Sulla base della procedura di localizzazione avvieremo tutti gli atti tecnici.

Quello di Bari e Amiu Puglia è già autorizzato?

Al netto di quello di Bari e di quello di Andria con una precedente Oga Bat ci saranno altri due impianti pubblici.

È già nel piano anche l’impianto di Manfredonia, vero? A che punto è?

È già previsto, non lo possiamo toccare. Ci saranno altri due impianti pubblici.

Anche quello di Foggia è già previsto?

No, per quello c’è solo la manifestazione d’interesse. Nel vecchio piano non c’era Foggia.

C’era San Severo, dove però hanno deciso per il privato. Si proseguirà su quella strada?

Sì, c’era San Severo. Ma il privato va a libero mercato, tutti possono costruirlo, poi si assumono il rischio finanziario di non avere materiale. L’umido è una frazione che va a libero mercato, siamo noi che abbiamo una strategia pubblica per contenere e calmierare i costi. Con un sistema pubblico che funga da sussidiario al sistema privato. L’idea nostra è di fare una filiera completa del trattamento della frazione organica. Il compost prodotto deve essere di qualità e deve essere commercializzato per l’agricoltura. Quando un rifiuto trattato con trattamento meccanico biologico esce dall’impianto può andare in tutta Italia.

Sta per chiudere Bioecogrim, non ci saranno ritardi?

No, assoltamente. Credo che Bioecoagrim dovrà chiudere dopo il 15 giugno. O meglio dal 15 giugno avvia la procedura di chiusura, è una questione tecnica della prescrizione alla autorizzazione.

Dove saranno collocati i due nuovi impianti? A Nord e al Sud della Puglia?

Dovrà essere concordato con la Regione a seconda del fabbisogno, è ovvio che facendo un calcolo sommario, dovrebbero essere localizzati uno al Nord e l’altro in Salento, che è sprovvisto. Ci sono molti Comuni e sarebbe opportuno realizzarlo lì, ma è una mia valutazione che faccio io, in sede di procedura negoziata con la Regione si deciderà. I privati sono 5: Bioecoagrim, Eden 94, Tersan, Aseco e Progeva. Noi abbiamo calcolato 600mila tonnellate al 65% di frazione organica. Bene, almeno 300mila dovrebbero essere trattati dagli impianti pubblici.





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