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Home - Money transfer per foraggiare terrorismo, movimenti sospetti a Foggia e Bari. L’allarme della Banca d’Italia

Money transfer per foraggiare terrorismo, movimenti sospetti a Foggia e Bari. L’allarme della Banca d’Italia

Di Redazione
19 Aprile 2018
in Cronaca
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Quasi 5mila bonifici sospetti in Puglia. È quanto emerso dai dati elaborati dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif), che ha completato l’esame del secondo semestre del 2017 documentando i passaggi che necessitano di un approfondimento. Occhi puntati sui presunti finanziamenti a cellule terroristiche locali e programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa. In Puglia nel corso di tutto il 2017 sono state 4.759 le operazioni sospette, di cui 2.380 nei primi sei mesi e 2.379 in quelli successivi (dati in aumento rispetto al passato). Guardia di finanza, polizia, carabinieri e Direzione investigativa antimafia (DIA) hanno acceso i riflettori su un vorticoso ingranaggio alimentato da bonifici, money transfer e carte di credito. Tutto partirebbe dalle cosiddette “sos”, le segnalazioni di operazioni sospette.

“Sotto il profilo della ripartizione territoriale – si legge nel documento – si rileva l’incremento delle segnalazioni relative a operazioni effettuate in Sicilia, in Puglia e in Calabria”. L’Uif si sofferma anche sullo scenario a livello provinciale: quella di Bari è di gran lunga l’area con il maggior numero di segnalazioni sospette (1.677); seguono Lecce (887), Foggia (822), la Bat (442), Brindisi (414). Il rapporto è inoltre corredato da tabelle grafiche da cui è possibile ricavare il livello del rischio: dal monitoraggio sugli importi trasferiti con i money transfer emerge che le zone di Foggia e Bari sono quelle che in Puglia destano maggiori preoccupazioni sotto questo aspetto perché comprese nella fascia tra i ventimila e i cinquantamila euro; le altre sono in quella tra i diecimila e i ventimila. 

Per quanto riguarda i bonifici, l’Uif prende in considerazione i rapporti con i Paesi a fiscalità privilegiata, i cosiddetti paradisi fiscali. E dalla mappa elaborata dagli analisti spicca il dato del Salento: con riferimento alle somme in arrivo, la provincia di Lecce è compresa nella fascia a rischio (oltre il 18,6 per cento) mentre quella di Brindisi preoccupa per gli importi in partenza (oltre il 14,8). Numeri in controtendenza per il Sud, visto che generalmente quelli più elevati sono riscontrati nelle ricche regioni del Nord. Dai grafici risulta che Bari rientra tra la città italiane da cui provengono tra le 60 e le 70 segnalazioni per ogni centomila abitanti insieme a Lecce e Foggia. 

Proprio nel capoluogo dauno si è verificato uno degli episodi più recenti ed eclatanti. Riguarda l’indagine del 27 marzo scorso che ha portato all’arresto di Abdel Rahman, il 59enne di origine egiziana accusato di aver diffuso propaganda jihadista anche tra i bambini. Le indagini di polizia e guardia di finanza partirono proprio dopo una “sos” girata dalla Direzione nazionale antimafia. Gli investigatori hanno scoperto che su uno dei tre conti del 59enne erano state eseguite operazioni bancarie da approfondire: diciotto versamenti, tutti di importo inferiore ai mille euro a intervalli irregolari. Così, seguendo la pista del denaro, le indagini si sono incrociate con gli accertamenti già avviati sui contatti tra il 59enne e il jihadista ceceno Eli Bombataliev, arrestato il 5 luglio scorso a Foggia. La segnalazione sospetta trasmessa dalla Direzione nazionale antimafia si è così rivelata un tassello fondamentale per l’inchiesta, indagini molto delicate perché riguardano presunte saldature tra il radicalismo caucasico, balcanico e arabo. Secondo gli investigatori, Rahman indottrinava i bambini nella sede della sua associazione trasformata in moschea, ma il 59enne respinge ogni accusa. 

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Tags: Abdel RahmanEli BombatalievFoggiamoney transfer
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