Ataf, Torraco non è esperto di trasporti ma c’è fiducia. “Clima ostile in azienda? Non ho paura”

Un incarico a termine, che potrebbe essere quindi condizionato dal comportamento in aula di Sergio Clemente, passato con la maggioranza di Franco Landella

Sulla confusione tra i nomi di battesimo, Stefano e Salvatore e su una possibile cuginanza tra i due, si continua a “giocare” in città tra dipendenti Ataf e tra i professionisti colleghi per rallentare le informazioni curriculari del nuovo presidente dell’Ataf, l’ingegner Stefano Torraco, docente di Matematica all’Istituto Altamura, nominato con decreto sindacale ieri dal sindaco Franco Landella. Il progettista, a lungo consulente del Comune con Orazio Ciliberti e anche della Provincia, ha dato la propria disponibilità a ricoprire la carica di presidente di ATAF SpA resa vacante dalle dimissione dell’avvocato Raffaele Ferrantino. Alla Rai ha dichiarato di non aver paura del clima ostile e di quanto subito dal suo predecessore, a cui fu incendiata l’auto e che fu colpito da minacce e avvertimenti.

Come si legge nel decreto, dal curriculm vitae presentato da Torraco emergono “dati di notevole esperienza professionale che rendono il candidato idoneo a ricoprire la carica”. La nomina, come l’attuale CdA composto da Paolo Mongiello e da Carmela Catalano, fedelissima del presidente del Consiglio Luigi Miranda, scade alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio 2017, fissata entro giugno 2018.

Un incarico a termine, che potrebbe essere quindi condizionato dal comportamento in aula di Sergio Clemente, passato con la maggioranza di Franco Landella e a cui è riferita la nomina dell’ingegner Torraco, membro dell’Ordine degli Ingegneri ed ex tesoriere ai tempi del consiglio nel quale sedeva anche l’ingegner Massimo Clemente, fratello del politico ex piddino.

800 euro il compenso mensile lordo, che otterrà il neo presidente, 300 euro in più dei due consiglieri, fermi a 500 euro. Chi lo ha conosciuto a Corso Roma, all’epoca della presidenza Tibollo, lo ricorda con benevolenza. “Torraco è stato tesoriere presso il nostro Ordine, si è dato molto da fare e ancora adesso è operativo organizzando corsi sulla sicurezza del lavoro per i colleghi”, è il commento di un affermato ingegnere, assai attivo nella progettazione privata.

Nonostante quanto evidenziato nel decreto, tuttavia, Torraco non è un ingegnere dei trasporti, non ha esperienza in materia. Avrebbe potuto essere più adatto per l’ennesimo incarico professionale per servizi tecnici di ingegneria ed architettura per l’integrazione ed attualizzazione del DPP, progettazione del piano urbanistico generale e del rapporto ambientale per la valutazione ambientale strategica messo a bando dall’ingegner Paolo Affatato e che sarà assegnato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa dalla commissione di gara nominata lo scorso 5 aprile e composta dallo stesso dirigente Affatato, dall’ingegner Donato Caiulo, libero professionista componente come esperto del Consiglio Superiore LL.PP. di Roma e dall’architetto Gaetano Cataldo, docente universitario esperto in materia urbanistica.

“Mi pare che l’ingegner Torraco non abbia molta competenza trasportistica – osserva a l’Immediato il consigliere Pasquale Cataneo – si sarebbe potuta cogliere questa occasione per nominare un ingegnere dei Trasporti che potesse assommare le cariche di direttore d’esercizio e di presidente. In questo modo si sarebbe sgombrato il campo dall’idea che questa scelta sia solo una cambiale politica pagata a Clemente. Questo avrebbe permesso all’Ataf di avere speditamente un piano industriale, che possa traguardare le gare e un piano di acquisizione di nuovi mezzi, che il Consiglio comunale su esortazione dello stesso Landella aveva approvato con un canovaccio sui costi, firmato e sottoscritto da ben 26 consiglieri, che metteva a valore anche il parcheggio Zuretti”. Cataneo riprende il discorso sul gabbiotto del Viale della Stazione , costato all’Ente ben 27mila euro, con un affidamento diretto in favore dell’Asteco Industria di Pomezia e di quanto oggi sia importante per il nuovo presidente ritornare sulla centralità del nodo intermodale, gestito da Ataf. “Anche lo spostamento della locomotiva della Villa, ora affidato ai Lions, dovrebbe prevedere una installazione della stessa dove un tempo sorgeva l’ex capolinea Ataf”. Sulla nomina è duro Giuseppe Pertosa, anche lui ormai critico ed esterno alla maggioranza Landella. “Noi veniamo a conoscenza delle notizie dalla stampa, esiste uno scollamento pauroso tra eletti e macchina amministrativa. La stessa ubicazione delle commissioni consiliari fuori dal Palazzo manifesta la volontà di voler allontanare gli eletti, i rappresentanti del popolo e quindi la città dalla gestione”.





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