Da 7mila a 1000 dipendenti, agricoltura al palo. “Serve maggiore tutela nostri prodotti”

“Occorre recuperare la radicata espressione produttiva del Mezzogiorno, ovvero rilanciare l’agricoltura meridionale e mettere freno al deperimento delle sue capacità di essere punto di riferimento per le imprese e le famiglie”. A dichiararlo è Angelo Cera.

“Per questo Noi con l’Italia-UdC vogliamo portare avanti i veri interessi italiani anche in sede europea, soprattutto tutelando il made in Italy, con particolare riguardo alle tipicità delle produzioni agricole e dell’agroalimentare.

Infatti, da tempo paghiamo politiche che mortificano la nostra agricoltura, come ho ricordato in un incontro con esponenti del mondo agricolo, portando ad esempio il progressivo impoverimento della produzione di barbabietola da zucchero in Italia. Una produzione un tempo orgoglio nazionale, ora in crisi profonda, come testimoniano i numeri del settore che hanno tagliato prezzi e produzione”.

“Qualche anno fa avevamo 19 zuccherifici – prosegue -, oggi solo 2. Si coltivavano oltre 230mila ettari, oggi 34mila. Si dava lavoro a 7mila dipendenti, ora poco più di 1000, mentre la produzione è crollata a circa 500mila tonnellate. Il sistema agricolo, specialmente nel Mezzogiorno, è quello che ha pagato il conto più caro della crisi economica. Il reddito agricolo si è assottigliato, con conseguente fuga dalle zone rurali e con inevitabile desertificazione delle campagne.

Servono per il rilancio del sistema agricolo interventi strutturali – conclude -. Niente assistenzialismo, ma sostegno convinto alle imprese, soprattutto medio-piccole, con la semplificazione all’accesso al credito e una burocrazia meno oppressiva, soprattutto meno austerità da parte dell’Europa”.



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