Corsa verso il Parlamento, cresce la rivalità tra i leghisti foggiani. In attesa del vertice tra Salvini e Berlusconi

Nervi tesi nella Lega-Noi con Salvini in Capitanata sulle candidature e i listini plurinominali. “Aspettiamo il 29”, taglia corto il coordinatore cittadino foggiano Silvano Contini. Si attende con ansia l’incontro del “Capitano”, come lo chiamano i simpatizzanti, con Silvio Berlusconi nella prossima settimana. Solo allora si saprà quanti e quali collegi saranno assegnati agli uomini e alle donne di Matteo Salvini al Sud e come saranno organizzate le liste. Come si sa il leader così come Giorgia Meloni vorrebbe chiuse le porte dei collegi uninominali per la quarta gamba del centrodestra, che in Puglia punta ad ottenere almeno 4 posti, tra Camera e Senato, con Angelo Cera Udc, Lucio Tarquinio, Paolo Perrone e Antonio Gabellone.

Senza contare il senatore Gaetano Quagliariello di Idea. A Bari per la Lega dovrebbe essere certa la blindatura del coordinatore Rossano Sasso, mentre per la Capitanata per la capolistatura molti fanno il nome della deputata Barbara Saltamartini, ex dirigente romano di Azione Giovani, transitata in Ncd, poi nemica giurata di Angelino Alfano e approdata nel 2015 nel partito di Matteo Salvini. Saltamartini insieme alla barlettana Stella Mele dei Fratelli d’Italia potrebbe rappresentare il volto fresco e lepeniano della nuova destra sovranista.

Intanto cresce la rivalità nel mondo salviniano locale, per il Foggia-Gargano, tra Joseph Splendido e Mauro Cappucci di San Giovanni Rotondo. Nell’amministrazione sangiovannese con l’approdo dei due ex fittiani, Cappucci e Marianna Natale nella Lega, si è rafforzata la tesi secondo la quale il sindaco Costanzo Cascavilla dovrebbe dare maggiore “colorazione politica” alla sua azione di governo.

Quella di Cascavilla è una maggioranza sui generis, dalle intese larghissime. Con un presidente del Consiglio Giuseppe Mangiacotti, che è sia consigliere provinciale Udc sia fratello del più noto Salvatore Mangiacotti, ex sindaco del paese di San Pio, ex piddino di ferro con Paolo Campo e oggi vicino a Liberi e Uguali. A San Giovanni del resto pesa ancora il caso di Saverio Siorini, che sta tentando di essere reintegrato nel movimento con l’aiuto del commissario Roberto Fanelli.

“Siorini sta solo facendo tanta confusione e sta mettendo uno contro l’altro. Menomale che il gruppo è solido, comunque il signor Cappucci che non ricordo chi fosse non può essere candidato per questioni di procura, Matteo Salvini vuole persone non attaccabili nella sua lista, neppure Primiano Calvo che in questo momento può essere candidato”, è il commento del capogruppo foggiano Alfonso Fiore.