Le acrobazie di Finzi Pasca sono un incanto, spettacolo al Giordano

Il nouveau cirque di Finzi Pasca è una festa leggiadra, una gioia degli occhi e del cuore, cui bisogna assolutamente partecipare. Il Teatro Giordano in questo suo avvio di stagione stenta a riempirsi a differenza di altre annate più fortunate. Ed è un vero peccato perché “Per te”, in replica anche stasera nel contenitore storico foggiano, è uno show entusiasmante. Da non perdere. Per i colori, il talento, la magia. È un emozionante inno alla vita, alla forza creatrice di mondi immaginari del teatro, alla fondamentale fiducia nei sentimenti buoni: amicizia, amore, fedeltà, complicità, rispetto.

Volano in aria tessuti, vele, sangue, neve, bandiere, buste di plastica bianche e corpi volteggianti. Come hanno scritto autorevoli recensori sul New York Times Per te, il nuovo, poetico e visionario spettacolo acrobatico della Compagnia Finzi Pasca, è una realtà che non ha eguali sulla scena internazionale. Molto più del Cirque du Soleil, perché le acrobazie a teatro diventano rarefatte, così come gli animali o la forza itinerante del carrozzone soltanto evocati. Come in un giardino interiore, nel quale si gioca coi ricordi e con l’artificio del teatro nel teatro. Fautrice del “teatro della carezza”, la Compagnia Finzi Pasca ha creato un proprio stile originale che l’ha fatta conoscere e ammirare in tutto il mondo.

Ecco dunque che i clown nella loro più profonda arte diventano poeti, oltre che giocolieri buffi. Teatro, canto, musica, danza e acrobazie si mescolano in un incanto visivo. La bellezza delle luci e dei costumi, il talento corale degli interpreti, l’imprevedibilità delle attrezzerie sceniche e delle coreografie, il fascino delle pagine musicali scelte creano un unicum teatrale.

La storia e l’omaggio a Julie Hamelin, moglie, amica, cofondatrice, compagna di viaggio e musa ispiratrice di Finzi, che se ne è andata a soli 44 anni nel maggio del 2016, è uno spettacolo realizzato in soli sei mesi. La storia e il carattere di Julie, raccontato dai suoi compagni, abbraccia lo spettatore a poco a poco, dal presente fino ad uno spazio intimo e fragile. Fino ad una panchina che vola.



In questo articolo: