Mafia Mattinata, politici nella masseria del boss. Sotto esame ispettore di polizia

di FRANCESCO PESANTE

L’ora x è giunta. L’ispettore di polizia, Bartolomeo D’Apolito sarà sentito domani in tribunale per fare chiarezza sull’ormai nota conversazione con l’attuale sindaco di Mattinata, Michele Prencipe che registrò la chiacchierata col proprio smartphone. D’Apolito, ex vice dirigente del Commissariato di Polizia di Manfredonia, oggi a Cerignola, avrà finalmente modo di fare chiarezza sui passaggi più pruriginosi di quella intercettazione.

Il sindaco captò tutta la conversazione con l’ispettore che nell’agosto 2015 contattò il primo cittadino mattinatese dopo aver saputo che sarebbe stato revocato l’incarico di assessore al figlio Raffaele, tuttora consigliere comunale. I due si incontrarono presso un distributore di carburante sulla SS89 tra Mattinata e Vieste dove non mancarono numerose allusioni ai rapporti promiscui tra politica e criminalità organizzata.

Il sindaco, Michele Prencipe

Il poliziotto è chiamato a dare spiegazioni su cosa intendesse quando parlava di presunti incontri tra soggetti della vecchia amministrazione targata Lucio Roberto Prencipe ed elementi della criminalità locale. “Perché quando tu vai a sederti in una masseria e vai a concordare determinate cose… con certi nomi… Antonio baffino e company… bell… bell!” D’Apolito faceva riferimento ad un vecchio incontro avvenuto tra pezzi della giunta precedente a quella attuale e Antonio Quitadamo detto “Baffino”, noto boss locale, ritenuto “primula rossa” del clan Romito a Mattinata, nonché proprietario della masseria in questione.

Antonio Quitadamo

Proprio Quitadamo, notizia delle ultime ore, ha incassato una condanna definitiva a oltre un anno di reclusione nell’ambito del processo Medioevo contro il racket delle estorsioni sul Gargano. “Baffino” è anche coinvolto nel processo “Ariete” – in corso di svolgimento – e nella vicenda delle estorsioni ad un uomo originario di Monte Sant’Angelo, residente in Germania, che subì intimidazioni durante una vacanza a Mattinata.

In quella conversazione, D’Apolito fece un passaggio anche sul mondo della magistratura: “Non pensare che i magistrati pure oggi non pensare che sono… sono le persone…. io sai quante ne ho viste di queste situazioni… che a volte il trave grosso non vedono però vedono la pagliuzza… hai capito il discorso?” Cosa intendeva e perchè parlò in questi termini al sindaco di Mattinata? Domani, dunque, ci sarà l’esame dell’imputato, su precisa richiesta del legale di D’Apolito. Il processo entra nel vivo.

 





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