“Soggetti pericolosi”, rimpatrio per tre stranieri. Uno scippò ragazzina al quartiere ferrovia

Nei giorni scorsi a Foggia, sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato tre provvedimenti di espulsione con accompagnamento alla frontiera o rimpatrio nel Paese di origine, a carico di cittadini stranieri risultati pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nello specifico, ieri 14 novembre, è stata eseguita un’espulsione dal territorio nazionale, con accompagnamento alla frontiera, a carico di un cittadino albanese, X.L. di 52 anni, rintracciato da agenti del Reparto Prevenzione Crimine. Questi, durante il servizio di controllo del territorio, hanno fermato e controllato l’uomo il quale è risultato destinatario di un decreto di espulsione dal territorio nazionale, emesso dalla Questura di Piacenza nel  gennaio 2017. Essendo il 52enne in possesso di passaporto, è stato possibile per gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Foggia  eseguire l’accompagnamento alla frontiera aerea di Bari per il rimpatrio immediato in Albania.

Il 13 novembre, invece, una cittadina romena, M.E. di 71 anni, è stata scarcerata dalla Casa Circondariale di Foggia dopo 7 anni di reclusione. La donna era stata condannata dal Tribunale di Roma nel 2010 per reati di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e violenza sessuale aggravata in concorso. Considerata la gravità dei reati, vittima dei quali era il figlio minorenne, all’atto della scarcerazione, la Questura di Foggia ha proposto l’emissione di un decreto di allontanamento dal territorio nazionale per motivi imperativi di Pubblica Sicurezza, emesso dal Prefetto di Foggia nello stesso giorno. Con ordine di trattenimento del Questore di Foggia, personale della Polizia di Stato ha proceduto nella stessa data all’accompagnamento presso il Centro di Permanenza per Rimpatri di RomaPonte Galeria.

Altro provvedimento di espulsione è stato eseguito nei confronti del cittadino tunisino che, in data 15 ottobre scorso, si era reso protagonista di una rapina ai danni di una minore di 12 anni, nel Quartiere Ferrovia, che aveva destato notevole allarme sociale. In particolare, alle ore 13 circa del 15 ottobre scorso, in via Monfalcone, la ragazzina era stata seguita dallo straniero fin sotto casa e quindi derubata con violenza del telefono cellulare, mentre suonava al citofono per farsi aprire dai genitori. A seguito delle urla della vittima, erano intervenuti alcuni passanti e dopo pochi metri lo stesso era stato tratto in arresto dalla Polizia Municipale.

Dopo la scarcerazione, vagliata la posizione sul territorio nazionale da parte della Questura, il cittadino tunisino, S.M. di 27 anni, è risultato irregolare. Pertanto, su richiesta dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Foggia, è stato emesso un provvedimento di espulsione dalla locale Prefettura, con contestuale Ordine di Trattenimento del Questore. Il cittadino tunisino è stato, quindi, accompagnato da personale della Polizia di Stato della Questura di Foggia presso il Centro di Permanenza per Rimpatri di Caltanissetta che, a seguito dei dovuti accertamenti, ne ha disposto il rimpatrio attraverso la frontiera aerea, eseguito dalla Polizia di Stato, cui hanno collaborato anche agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Foggia.

“La particolare pericolosità sociale dei tre soggetti – fanno sapere dalla Questura – ha reso possibile ottenere l’emissione di provvedimenti di accompagnamento o di trattenimento presso i Centri di Permanenza per i Rimpatri, che hanno consentito di espellere tempestivamente gli stessi dal territorio nazionale”.



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