Apre locale nel cuore della nuova movida in Macchia Gialla. La sfida dei fratelli Barile

Roberto e Luca Barile

di ANTONELLA SOCCIO

Dopo i locali Cello’s, Gastrò, Poseidon e Mareria in centro cittadino, un nuovo ristorante chic ha aperto a Foggia ieri, sabato 4 novembre, a conferma che forse la ristorazione e l’autoimprenditorialità giovanile sono tra le poche chance contro l’emigrazione e la fuga dei cervelli dal Sud. Stavolta si è in periferia, all’ingresso della Macchia Gialla, in Via De Petra, nel cuore della nuova movida urbana del capoluogo. I due fratelli imprenditori Luca e Roberto Barile, già titolari del fortunato Garden Terzo Millennio, hanno inaugurato “La Kucina food experience”, uno spazio che vuole essere un tentativo di rottura con il contesto urbanizzato. I due fratelli già in passato avevano cercato di acquistare il Ristorante in Fiera e da tempo hanno il sogno di ampliare la propria offerta con la ristorazione. “Sentivamo l’esigenza di avere una nostra identità, già col Terzo Millennio facevamo aperitivi, ma volevamo distinguerci con la ristorazione, per creare qualcosa di nuovo”, spiegano a l’Immediato. 250 i metri quadrati di La Kucina, il cui nome riserva la sorpresa di una cucina a vista sullo sfondo.

Stile e armonia tra i tavoli e nel privè, illuminato dalle lampade Slamp. Il progetto architettonico della sala, firmato da Corfone and Partners, prevede due allestimenti di interior design che coesistono nel medesimo ambiente. Come spiegano gli stessi progettisti il primo allestimento, subito prossimo all’ingresso del ristorante, è progettato per ricreare in uno spazio chiuso un giardino immerso tra gli alberi e licheni. Baldacchini semovibili in ferro, assimilabili concettualmente ai popolari Risciò itineranti, sono gli oggetti di arredo scelti, che ospitano tavolate da 8 persone. Dotati di un autonomo sistema di illuminazione, i baldacchini occupano in maniera flessibile e sempre diversa la porzione di sala all’interno della quale sono posti. Il secondo allestimento cerca di ricreare, attraverso la parete attrezzata poligonale, una grotta in cui tutti i disegni si trasformano in graffiti rupestri contemporanei. Sul fondale della sala, luminosa come la luce alla fine di un tunnel, una vetrina sulla cucina, cuore operativo del ristorante.

In posizione defilata rispetto alla sala principale si struttura la stanza privè; il design si fonde con quello dei due allestimenti utilizzati nella sala principale creando un ambiente autonomo e versatile, idoneo alle feste private come agli incontri più formali. La cambusa completa il disegno di allestimento del ristorante, con rimandi allo stile nautico con i rivestimenti orizzontali simili alle plance di una nave, aperto sui vini, salumi e formaggi.

60 i coperti, divisi nei due ambienti, quello dal sapore eco-chic e quello “rupestre”. “Abbiamo voluto ricreare una grotta stilizzata e una foresta urbana – ha aggiunto Luca – avremo due menu à la carte, di carne e di pesce, con due giovanissimi chef gourmet, Matteo Prencipe di Foggia e Marco Zoppicante di Lucera. Avremo un corner per la braceria con un forno a carboni per tutti i tipi di carne”. Dai 30 ai 40 euro il prezzo a persona, per quella che ambisce ad essere una “rivoluzione concettuale per un’inedita purezza”, con un “black and white”, che mescola la fusione di legni chiari, all’acciaio più freddo.

La città non ha troppi locali alla moda? Non temete la concorrenza? “Per noi è sempre una scommessa investire in questo settore, c’è sempre un fattore di rischio, noi abbiamo voluto fare qualcosa di diverso, per questo abbiamo puntato molto sul design insieme a Cesare Corfone. Abbiamo voluto distinguerci sia per il tipo di menu sia per la selezione di carni e salumi”. Ieri, tanti amici dei giovani imprenditori hanno salutato e apprezzato La Kucina, con il suo clima elegante ed insieme informale. Chi ha potuto gustare le carni ieri sera non le ha più dimenticate e tornerà senza dubbio.

Appuntamento ora alla prossima apertura, prevista per domani, quasi accanto a La Kucina con Artesian Grill di Giuseppe De Rosa, un locale molto diverso e più pop, che estende il Paraty della piazzetta in chiave contemporanea alla periferia.



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