Mafia foggiana: “Erano pronti a pagarmi per uccidere il boss”. Le rivelazioni del pentito

L’auto di Roberto Sinesi, coi vetri infranti dalle pallottole, nel giorno del tentato omicidio

Nel carcere di Foggia dal 5 marzo 2016 al 24 febbraio 2017. Quasi un anno per intessere relazioni e acquisire informazioni sulla guerra tra clan nel capoluogo dauno. Pietro Antonio Nuzzi, pentito barese che nei mesi scorsi rese dichiarazioni contro il clan Parisi, ha parlato ai pm della DDA anche della mafia foggiana e dello scontro tra i Sinesi-Francavilla e i Moretti-Pellegrino-Lanza, due batterie nuovamente in guerra dalla fine del 2015. In carcere, Nuzzi avrebbe ricevuto numerose confidenze e persino la richiesta di eliminare – dietro compenso – il boss Roberto Sinesi, detto “lo zio”, da parte dei Moretti.

Da sinistra, i due grandi rivali: Rocco Moretti e Roberto Sinesi

Nel penitenziario dauno, Nuzzi avrebbe anche appreso che il 29 ottobre 2016 il clan Sinesi-Francavilla aveva nel mirino tre persone per l’agguato nel bar H24 di via San Severo. In quell’occasione fu ucciso Roberto Tizzano e ferito Roberto Bruno. Successivamente emerse che scampò effettivamente alla morte una terza persona, Giuseppe Albanese.

Le rivelazioni di Nuzzi sono entrate di diritto nel processo “Ripristino” (l’uomo è stato interrogato nel corso dell’ultima udienza, ndr) a carico di alcuni esponenti del clan Moretti accusati di detenzione armi e un progetto di rapina con l’aggravante mafiosa. Nelle carte di “Ripristino”, anche il progetto delle nuove leve della batteria malavitosa di eliminare un ispettore di polizia.