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Home - Caporalato in Italia, la battaglia parte da Foggia. “Sarà capitale di buona occupazione”

Caporalato in Italia, la battaglia parte da Foggia. “Sarà capitale di buona occupazione”

Di Redazione
18 Ottobre 2017
in Agricoltura
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“È stata una giornata importante per mettere a punto il meccanismo che è stato progettato l’anno scorso e che ha cominciato a funzionare. Sono contento che il sindacato e gli operatori siano soddisfatti dell’efficacia della nuova legge sul caporalato, soprattutto nei suoi aspetti repressivi, e adesso dobbiamo fare in modo che l’offerta e la domanda di lavoro in agricoltura si incontrino senza l’interferenza del caporalato mafioso e, più in generale, di coloro che intendono violare i diritti dei lavoratori e delle imprese”.
Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, a margine della riunione convocata questa mattina presso il ministero delle Politiche agricole ad un anno esatto dall’approvazione definitiva della legge per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura. Una riunione operativa a cui hanno preso parte il ministro delle Politiche Agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando e il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.
Secondo Emiliano “l’aspetto repressivo della legge sta funzionando, quello che non è ancora a regime è il meccanismo residenza, trasporto pubblico e salari e naturalmente c’è il rischio che ad ogni sgombero di queste aggregazioni illegali corrisponda lo spostamento del campo in un altro luogo”.
“Io escludo – ha continuato il presidente della Regione Puglia – che un’impresa si diverta a fare riferimento ad un meccanismo di caporalato. Spesso questa cosa avviene perché il caporale ha una forza tale da imporre anche alle imprese il ricorso al collocamento illegale. La Regione Puglia e le altre regioni italiane che si aggregheranno metteranno appunto un sistema di collocamento legale, non quelli formali che negli scorsi venticinque anni hanno fallito, ma quelli che funzionano, quelli che hanno dentro le foresterie e il trasporto dei lavoratori. Rispristinare la legalità in questo settore è fondamentale non solo per ragioni evidenti di rispetto dei diritti, ma soprattutto per la qualità delle nostre produzioni. Non si possono vendere prodotti agricoli nel mondo, se su questi prodotti grava il peso dell’illegalità. È una battaglia dura, difficile, complicata, ma è necessario combatterla con tutte le forze”.

“Abbiamo dati positivi – sottolinea il ministro Martina – anche di crescita del lavoro in agricoltura con +5% degli occupati e +7% dei contributi versati. Ora apriamo una nuova fase per la prevenzione, sperimentando modelli di incontro tra domanda e offerta di lavoro più efficaci con il coinvolgimento di organizzazioni agricole e sindacati”. Durante la riunione è stata fatta un’analisi dell’aumento del contrasto al caporalato frutto dell’attuazione della nuova norma e si sono stabilite alcune priorità di intervento per rilanciare l’azione di lotta allo sfruttamento in agricoltura.
“Ora apriamo una nuova fase per la prevenzione, sperimentando – annuncia Martina – modelli di incontro tra domanda e offerta di lavoro più efficaci con il coinvolgimento di organizzazioni agricole e sindacati. Abbiamo proposto di partire da Foggia, luogo simbolo anche per la presenza di migliaia di aziende agricole che rispettano la legge e subiscono la concorrenza sleale di chi sfrutta.
Vogliamo difendere concretamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso un’innovazione dell’intermediazione del lavoro. L’obiettivo è avviare uno strumento che renda più facile alle aziende agricole reperire manodopera regolare. A questo scopo, entro 30 giorni, abbiamo chiesto che venga avviata la sezione territoriale di Foggia della Rete del lavoro agricolo di qualità. Vogliamo rendere sempre più forte la Rete – conclude il ministro Martina – e per questo chiedo alle Regioni di inserire per le imprese iscritte una premialità nell’accesso ai Programmi di sviluppo rurale, come fatto già da alcune di loro”.

Mongiello: “Foggia capitale buona occupazione”

“Foggia diventa la capitale della buona occupazione in agricoltura con l’attivazione della sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità”. Lo afferma l’onorevole Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, commentando l’annuncio dei ministri Martina, Orlando e Poletti ad un anno dall’entrata in vigore della legge contro il caporalato.

“La legalità, oltre ad essere un valore, finalmente diventa una scelta conveniente per le imprese e per i lavoratori – continua Mongiello – che determinerà la sconfitta chi alimenta questo immondo business criminale. I dati positivi sull’occupazione, +5%, e il versamento dei contributi, +7%, dimostra che la strategia adottata di concerto da Parlamento e Governo sta producendo buoni frutti. Anche sotto il profilo del contrasto al lavoro nero, giacché sono aumentati in misura considerevole i controlli e le sanzioni ai danni di chi altera la concorrenza sfruttando i lavoratori, italiani e stranieri”.

E ancora: “La decisione di partire da Foggia per sperimentare nuove forme d’incontro tra domanda e offerta di lavoro è il ricoscimento del ruolo positivo svolto dalle organizzazioni sindacali e datoriali territoriali e del buon lavoro legislativo svolto a livello parlamentare da chi rappresenta la Capitanata e la Puglia. Finalmente si mette a valore, anche economico, il rispetto delle norme e l’adesione ad una visione etica della produzione agricola – conclude Colomba Mongiello – offrendo alle imprese sane e che agiscono legalmente anche maggiori opportunità d’investimento”.

Tags: AgricolturacaporalatoCasa EmilianoColomba MongielloEmilianoFoggiaLegge
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